Attualità - 15 giugno 2026, 07:21

Sanremo e Imperia, l'ipotesi del co-capoluogo potrebbe riaccendere il 'derby' del Ponente

Dalla proposta di legge nata a Busto Arsizio alla possibile applicazione in Liguria

L'idea arriva dalla Lombardia, ma potrebbe trovare terreno fertile anche in Liguria. La proposta di legge lanciata dal capogruppo della Lega di Busto Arsizio, Simone Orsi, punta infatti a riconoscere il ruolo di co-capoluogo di provincia a quelle città che, pur non detenendo formalmente il titolo, contano un numero di abitanti superiore a quello del capoluogo ufficiale. Una norma che, se dovesse approdare in Parlamento e ottenere il via libera, riguarderebbe direttamente anche il Ponente ligure. Sanremo, infatti, con una popolazione superiore a quella di Imperia, potrebbe ottenere il riconoscimento di co-capoluogo della provincia.

Un'ipotesi destinata inevitabilmente ad alimentare il dibattito politico e istituzionale, ma soprattutto a riaccendere quel campanilismo mai sopito che da decenni accompagna i rapporti tra le due città. Per alcuni si tratterebbe di un semplice adeguamento alla realtà demografica e al peso economico e turistico della Città dei Fiori; per altri, invece, il rischio sarebbe quello di mettere in discussione equilibri consolidati e aprire una nuova stagione di rivendicazioni territoriali. Del resto, i precedenti non mancano. La ferita più evidente resta quella del Tribunale di Sanremo, soppresso nel 2013 nell'ambito della riforma della geografia giudiziaria. Le competenze furono accentrate a Imperia, una scelta che provocò proteste, manifestazioni e prese di posizione trasversali nel territorio matuziano. Amministratori, avvocati e cittadini denunciarono per anni i disagi derivanti dalla chiusura del presidio giudiziario, interpretando quella decisione come l'ennesima sottrazione di funzioni strategiche alla città.

Da allora, ogni discussione sui rapporti istituzionali tra Sanremo e Imperia è stata inevitabilmente letta anche attraverso quella lente. Una rivalità che affonda le proprie radici nella storia e che si manifesta ciclicamente su temi che spaziano dalla sanità alle infrastrutture, passando per la distribuzione degli uffici pubblici e delle competenze amministrative. L'eventuale riconoscimento di Sanremo come co-capoluogo potrebbe allora assumere un significato che va ben oltre il valore simbolico del titolo. Per i sostenitori rappresenterebbe il riconoscimento di un ruolo già esercitato nei fatti da una città che è il principale polo turistico della provincia, sede del Festival della Canzone Italiana e punto di riferimento economico del Ponente. Per i contrari, invece, potrebbe trasformarsi nell'ennesimo terreno di scontro in un derby territoriale che il tempo non è mai riuscito a sopire.

Per ora si tratta soltanto di una proposta, nata attorno all'esperienza di Busto Arsizio e destinata ad approdare nei consigli comunali interessati prima di un eventuale passaggio parlamentare. Ma nel Ponente ligure è bastata l'ipotesi di un asse Imperia-Sanremo sul modello del co-capoluogo per riportare alla ribalta antiche rivalità e domande mai del tutto archiviate: quale deve essere il peso delle due città nella guida del territorio? E soprattutto, è possibile immaginare una collaborazione istituzionale senza che il campanile finisca ancora una volta per prevalere?

La risposta, come spesso accade tra Imperia e Sanremo, difficilmente sarà priva di passione.

Carlo Alessi