Calcio - 14 giugno 2026, 12:40

CALCIO. Sbravati all'Atalanta, il destino incrocia ancora Giuntoli: tutto nasce nell'Imperia

Un rapporto consolidato nato negli anni da calciatori in maglia nerazzurra e proseguito ai vertici del calcio italiano

Una trattativa di cui si parlava già dalla metà di maggio ha trovato ora il suo sigillo ufficiale: Michele Sbravati, a partire dal prossimo 1° luglio, sarà il nuovo direttore dell'area tecnica e dello sviluppo dei giocatori dell'Atalanta. Un incarico di grande prestigio per il dirigente savonese, chiamato a contribuire alla crescita di un club che negli ultimi anni si è affermato come uno dei modelli più virtuosi del calcio italiano, soprattutto nella valorizzazione dei giovani talenti.

C'è però un filo, rosso, anzi nerazzurro,  che rende questa operazione qualcosa di più di un semplice rafforzamento dirigenziale. A Zingonia, infatti, Sbravati ritroverà Cristiano Giuntoli, con il quale condivide un rapporto che affonda le proprie radici molto lontano nel tempo. I due si conoscono da una vita: prima di diventare dirigenti affermati erano compagni di squadra proprio nell'Imperia, dove militavano insieme nel reparto difensivo. Un'amicizia nata sul campo che negli anni si è trasformata in un rapporto di stima reciproca e confronto professionale.

Quel sodalizio nato in maglia nerazzurra si è poi consolidato anche lontano dal rettangolo di gioco. Le rispettive carriere li hanno portati ai vertici del calcio nazionale, perima alla Juventus  e oggi il destino li riunisce nuovamente all'Atalanta. Una coincidenza che racconta quanto il percorso di entrambi sia stato segnato da competenza, intuizione e capacità di costruire progetti vincenti.

A rendere ancora più significativo questo intreccio c'è il legame che continua a unire l'Atalanta e l'Imperia. Il settore giovanile del club bergamasco, infatti, è dalla scorsa stagione gemellato con quello ddel club di piazza d'Armi, un rapporto per favorire la crescita di giovani calciatori e lo scambio di metodologie e competenze tecniche.

L'approdo di Sbravati a Bergamo rappresenta quindi anche una sorta di ritorno alle origini. Da una parte il riconoscimento per il lavoro svolto nel corso della sua carriera, dall'altra