Mentre l’inchiesta sulla morte della piccola Beatrice prosegue tra accertamenti tecnici ancora in corso e l’attesa per gli esami istologici provenienti da Parma, emerge un nuovo elemento destinato a entrare nel dibattito processuale che accompagnerà il procedimento nei prossimi mesi. A intervenire è stato l’avvocato Cristian Urbini, difensore di Emanuel Iannuzzi, che nelle ultime ore ha fornito alcune precisazioni riguardo a uno degli aspetti più delicati dell’indagine: le fotografie e i video della bambina acquisiti dagli investigatori e ritenuti tra gli elementi più significativi del quadro accusatorio.
Secondo quanto riferito dal legale, quel materiale non sarebbe stato rinvenuto nel telefono del suo assistito. “Le foto erano riconducibili a dispositivi riferibili a Manuela Aiello, di cui uno in utilizzo alle figlie minori”, ha spiegato Urbini, precisando così quella che, secondo la difesa, sarebbe l’effettiva provenienza del materiale fotografico e video finito agli atti dell’inchiesta. Si tratta di un passaggio destinato ad assumere rilevanza nel confronto tra accusa e difesa. Le immagini e i filmati acquisiti dagli investigatori rappresentano infatti uno degli elementi utilizzati dalla Procura per ricostruire le condizioni della bambina nei mesi precedenti alla morte e il contesto familiare all’interno del quale viveva.
L’avvocato Urbini ha inoltre ricostruito la vicenda relativa al telefono cellulare di Emanuel Iannuzzi. “Iannuzzi aveva consegnato il telefono i giorni seguenti alla morte della bambina e poi glielo hanno riconsegnato. Poi gli è stato sequestrato il giorno dell’arresto”, ha dichiarato il legale. Si tratta di precisazioni che arrivano mentre la difesa sta esaminando la vasta documentazione raccolta dalla Procura. Nei giorni scorsi agli avvocati sono stati consegnati gli atti dell’inchiesta, migliaia di pagine che dovranno ora essere analizzate nel dettaglio in vista delle prossime fasi del procedimento.
L’indagine, nel frattempo, resta aperta. Gli inquirenti attendono ancora alcuni accertamenti tecnici ritenuti fondamentali, tra cui gli esiti definitivi degli esami istologici e la relazione conclusiva del professor Francesco Ventura, consulente incaricato degli approfondimenti medico-legali. Solo al termine di questi passaggi sarà possibile avere un quadro investigativo completo e valutare gli ulteriori sviluppi dell’inchiesta che vede indagati Emanuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi per l’ipotesi di maltrattamenti aggravati dall’evento morte. Attualmente Emanuel Iannuzzi si trova detenuto nella casa circondariale di Ivrea. Secondo quanto riferito dalla difesa, l’uomo sarebbe ristretto in regime di isolamento. Il padre, Franco Iannuzzi, risulta invece detenuto nel carcere di Imperia.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere quale peso assumeranno i diversi elementi raccolti dagli investigatori e quale sarà la ricostruzione definitiva che emergerà al termine degli accertamenti ancora in corso.