Con la fine delle lezioni fissata l’11 giugno, per gli studenti imperiesi si apre il conto alla rovescia verso la Maturità 2026, uno degli appuntamenti più attesi e temuti dell’intero percorso scolastico. A pochi giorni dalla chiusura dell’anno, l’attenzione si sposta infatti sugli esami di Stato, che prenderanno il via il 18 giugno alle 8.30 con la prima prova scritta di Italiano, uguale per tutti gli indirizzi.
Il giorno successivo, il 19 giugno, sarà la volta della seconda prova, diversa in base al percorso di studi: Latino al liceo Classico, Matematica allo Scientifico, Scienze umane al liceo delle Scienze umane ed Economia aziendale negli istituti tecnici del settore economico. Le tracce variano quindi a seconda dell’indirizzo, mentre la durata dell’esame cambia sensibilmente, passando da circa sei ore nei licei e negli istituti tradizionali fino a prove più lunghe e articolate nei licei artistici.
La Maturità 2026 introduce diverse novità che modificano in parte la struttura dell’esame. A partire dal nome, che torna a essere semplicemente “Maturità” e non più Esame di Stato. La trasformazione più significativa riguarda il colloquio orale, che diventa il fulcro dell’esame. La prova durerà tra i 40 e i 60 minuti e non prevede più gli spunti iniziali forniti dalla commissione: sarà lo studente a dover avviare l’interrogazione con una riflessione autonoma sul proprio percorso scolastico. Vengono, inoltre, ridotti i collegamenti liberi tra le discipline, che si concentrano su quattro materie fisse stabilite dal Ministero. Il candidato esporrà poi l'esperienza pratica dei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (ex Pcto), affrontando un confronto mirato su Costituzione, ambiente e cittadinanza.
Cambia anche il peso della condotta, che assume un ruolo determinante. Gli studenti con voto inferiore a sei in comportamento non saranno ammessi all’esame, mentre chi si presenta con la sufficienza dovrà svolgere un elaborato aggiuntivo su temi legati alla cittadinanza attiva e solidale. Chi invece decidesse di non sostenere il colloquio orale, come forma di protesta, rischia la bocciatura immediata.
La commissione d’esame viene ridotta da sette a cinque membri, con due commissari interni, due esterni e un presidente esterno. Il punteggio finale resta espresso in centesimi, con la sufficienza fissata a 60/100, e si compone fino a 40 punti di credito scolastico, fino a 20 per ciascuna prova scritta e fino a 20 per il colloquio orale. Altra novità: i punti bonus scendono a 3 rispetto ai vecchi 5 e potranno essere sbloccati solo da chi arriva alla fine dell'esame con almeno 90 punti. Il traguardo del 100 e lode richiederà 40 punti di credito, 60 punti pieni all'esame, nessun ricorso ai bonus e il parere unanime della commissione.