La gestione dei rifiuti in Liguria e, in particolare, la situazione della provincia di Imperia sono finite al centro dell'incontro pubblico organizzato a Villa Boselli ad Arma di Taggia da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Un appuntamento che ha riunito amministratori, rappresentanti politici e cittadini per fare il punto sul futuro del ciclo integrato dei rifiuti e sul progetto del biodigestore destinato al territorio provinciale.
Le interviste
Ad aprire il confronto è stato il consigliere provinciale del Partito Democratico Gabriele Cascino, che nelle scorse settimane aveva già portato la questione in Consiglio provinciale. “Ci siamo sentiti in dovere di informare la cittadinanza”, ha spiegato Cascino. “Siamo molto contenti della partecipazione registrata questa sera. Insieme alle forze della coalizione vogliamo denunciare politicamente quelle che riteniamo gravi inadempienze nella realizzazione del biodigestore provinciale che dovrebbe essere costruito sul territorio del Comune di Taggia”. Il consigliere provinciale ha puntato l'attenzione soprattutto sulle difficoltà emerse negli ultimi mesi. “Abbiamo appreso formalmente in Consiglio provinciale che il soggetto attuatore avrebbe problemi legati alla capacità finanziaria necessaria per realizzare l'opera. È un tema di particolare importanza per una provincia che ancora oggi non dispone di un ciclo completo dei rifiuti e nella quale non è ancora chiaro quando questo impianto potrà effettivamente vedere la luce”.
Il ruolo di Taggia e il coinvolgimento del territorio. A sottolineare il valore del confronto è stata anche Cristina Principato, segretaria del circolo Pd di Taggia, che ha evidenziato come il dibattito non riguardi soltanto il comune tabiese ma l'intera provincia: “È un tema caldo che interessa non solo Taggia ma tutto il territorio provinciale. Abbiamo creduto nell'importanza di creare un momento di riflessione e confronto aperto con la cittadinanza, perché la questione dei rifiuti coinvolge molte realtà e richiede un dibattito serio e costruttivo”. Principato ha inoltre ringraziato le strutture provinciali e regionali del Partito Democratico per il lavoro svolto nell'organizzazione dell'iniziativa, sottolineando l'importanza della presenza dei rappresentanti regionali all'incontro.
Natale: “Pianificazione regionale fallita”. Molto critico l'intervento del segretario regionale del Partito Democratico Davide Natale, che ha attaccato la gestione regionale della pianificazione impiantistica: “Pensiamo che la pianificazione regionale sia completamente fallita”, ha dichiarato. “Era un libro dei sogni che prevedeva un impianto in ogni provincia ma che, nei fatti, non si è concretizzato. Le conseguenze ricadono direttamente sui cittadini e sulle imprese”. Natale ha richiamato anche la vicenda dei finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati all'impianto provinciale. “Parliamo di 6 milioni e mezzo di euro che la Provincia di Imperia ha perso. Un finanziamento che era stato annunciato ma che non è poi entrato in graduatoria perché il progetto presentato non rispettava i criteri richiesti dal bando. È un costo che finirà inevitabilmente per gravare sul territorio”. Secondo il segretario regionale del Pd occorre aprire una nuova fase. “Abbiamo bisogno di impianti intermedi e di soluzioni immediate. Dobbiamo confrontarci con i territori confinanti per capire dove conferire i rifiuti e a quali condizioni economiche, evitando che siano cittadini e imprese a pagare il prezzo di ritardi e inefficienze”.
Il Movimento 5 Stelle: “Troppi anni persi”. Anche il Movimento 5 Stelle, rappresentato dal segretario provinciale Lorenzo Trucco, ha evidenziato le difficoltà accumulate negli anni. “Abbiamo una provincia che continua a essere in ritardo sulla raccolta differenziata e un progetto che, pur essendo stato discusso a lungo, non riesce a trasformarsi in realtà”, ha affermato. Pur ricordando come il Movimento avesse espresso perplessità sulle dimensioni iniziali dell'impianto, Trucco ha sottolineato come il vero problema oggi sia l'assenza di soluzioni concrete. “Il fatto che alla fine non si riesca a realizzare nulla rappresenta un pericolo per l'ambiente e per le tasche dei contribuenti. Sono anni che si parla di differenziata e di impianti. Gli obblighi normativi esistono da tempo, ma siamo ancora in ritardo e serve un deciso cambio di passo”.
Il manifesto contro gli inceneritori. Nel corso della serata è stato inoltre presentato il manifesto “L'inceneritore non serve”, documento che propone un modello alternativo basato sull'economia circolare e sulla riduzione dei rifiuti. Tra i punti evidenziati figurano il potenziamento della raccolta differenziata porta a porta, il riuso dei materiali, la tariffazione puntuale, la riduzione degli imballaggi, il recupero dei materiali attraverso impianti a freddo e una progressiva strategia orientata all'obiettivo “Rifiuti Zero”. Secondo i promotori, la priorità deve essere quella di costruire una gestione sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, evitando nuove forme di smaltimento considerate incompatibili con i principi dell'economia circolare.
L'incontro di Villa Boselli si inserisce così in un dibattito destinato a proseguire nelle prossime settimane, mentre il futuro del biodigestore di Taggia e dell'intero ciclo provinciale dei rifiuti continua a rappresentare uno dei dossier più delicati per il Ponente ligure.

























