Calcio - 22 maggio 2026, 12:18

CALCIO, SERIE D. Sanremese, Christian Karembeu presidente e Clarence Seedorf all'Academy

Nel consiglio di amministrazione resteranno anche Masu e Theodoros Ornithopoulos

La Sanremese cambia volto ma non perde la sua continuità. In attesa del Cda che si svolgerà oggi, Alessandro Masu ha annunciato il nuovo corso societario del club biancazzurro e le motivate ragioni che lo hanno portato a lasciare la presidenza nonché soprattutto il lavoro svolto negli ultimi anni per garantire un futuro stabile e ambizioso alla società. Da oggi il presidente della Sanremese sarà Christian Karembeu, mentre Clarence Seedorf si occuperà della Academy. Nel consiglio di amministrazione resteranno anche lo stesso Masu e Theodoros Ornithopoulos, anche loro soci del club.

Un passaggio storico per la società matuziana, che rappresenta la naturale conseguenza della cessione della maggioranza delle quote avvenuta nei mesi scorsi, ma che soprattutto certifica l’arrivo in società di due figure iconiche del calcio mondiale. Masu, però, ha voluto chiarire con forza un concetto: il suo passo di lato, non indietro, non rappresenta un disimpegno, bensì una scelta fatta esclusivamente per il bene della Sanremese: “Ho sempre cercato partner seri e affidabili perché non avrei mai dato in mano la Sanremese ad altri”, ha dichiarato. Una frase che racconta bene il percorso dell’attuale dirigente biancazzurro, che negli anni ha respinto numerosi tentativi di acquisizione giudicati poco credibili, continuando invece a lavorare dietro le quinte per trovare investitori solidi e di profilo internazionale. Masu ha sottolineato come il progetto sia nato da lontano e come l’obiettivo sia sempre stato quello di garantire stabilità economica e crescita sportiva: “Finalmente sono riuscito a fare quello che penso ben pochi siano riusciti a fare: convincere Karembeu e Seedorf a sposare questo progetto”, ha spiegato con orgoglio.

L’arrivo di Christian Karembeu e Clarence Seedorf non viene considerato soltanto un’operazione d’immagine. Secondo Masu, infatti, il valore aggiunto dei due ex campioni va ben oltre la notorietà internazionale: “Non sono quei giocatori che hanno fatto fortuna e poi sono spariti. Ovunque vadano nel mondo sono riconosciuti, testimonial, ambasciatori, commentatori. Hanno lasciato qualcosa oltre il fattore tecnico”. E proprio la loro esperienza internazionale avrebbe rafforzato le convinzioni che Masu porta avanti fin dal suo arrivo alla guida della Sanremese: investire nelle strutture e nel settore giovanile. Non a caso, Seedorf sarà coinvolto soprattutto nello sviluppo dell’Academy e del vivaio biancazzurro. Una scelta che Masu considera fondamentale per costruire una società moderna e duratura.

“La cosa più importante di una società sono le strutture e il settore giovanile”, ha raccontato riferendo il pensiero dello stesso Seedorf. Un concetto che per il presidente uscente rappresenta quasi una rivincita personale. “Quando Seedorf mi dice che quello che sostenevo da anni è la base del calcio, allora capisco che non stavo raccontando delle palle”. Masu ha insistito molto anche sul tema della solidità economica. Prima di lasciare la guida del club, infatti, ha voluto sistemare definitivamente i conti della società: “Ho fatto in modo che i debiti fossero tutti ripianati”, ha dichiarato, aggiungendo che la Sanremese oggi sarebbe pronta a ripartire senza pendenze economiche e con programmi ambiziosi per il futuro: "Non ho mai fatto mancare un euro a nessuno" tiene a sottolineare. Un lavoro silenzioso ma enorme, che secondo Masu rappresenta la vera eredità lasciata alla nuova proprietà. L’attuale dirigente ha ricordato le difficoltà incontrate negli anni, sottolineando come spesso sia stato praticamente l’unico finanziatore del progetto.

“Pensavo che Sanremo e la Sanremese fossero più attrattive dal punto di vista degli sponsor. In realtà uno dei pochi soggetti finanziatori ero io. Proprio per questo motivo non ha mai voluto fare il passo più lungo della gamba”, evitando il salto nei professionisti senza avere prima basi economiche solide. Ora, invece, la situazione sarebbe cambiata radicalmente grazie all’ingresso di nuovi capitali e di figure internazionali capaci di garantire credibilità e visibilità al progetto biancazzurro. Ma il futuro della Sanremese, secondo Masu, passa inevitabilmente anche dalle infrastrutture. Il presidente uscente ha ribadito che senza un deciso miglioramento degli impianti sarà impossibile costruire qualcosa di duraturo.

L’attenzione resta concentrata soprattutto su Pian di Poma e sullo stadio Comunale. Per il centro sportivo servirebbero una nuova tribuna, una recinzione adeguata e servizi più moderni, mentre al Comunale saranno necessari ulteriori interventi per renderlo omologabile alla Serie C. Nel frattempo la nuova proprietà starebbe già lavorando anche sul piano sportivo. Masu ha parlato di una squadra che ripartirà da una solida ossatura e di almeno sei innesti di alto livello, senza però inseguire nomi altisonanti solo per ragioni mediatiche. L’obiettivo è chiaro: costruire una Sanremese competitiva e pronta a tentare davvero il salto nei professionisti.

Alla fine resta soprattutto il senso di un percorso personale intenso, vissuto tra sacrifici economici e passione autentica: “Sono diventato anche tifoso della Sanremese”, ha confessato Masu, rivendicando cinque anni consecutivi alla guida del club e ricordando le condizioni difficilissime in cui aveva trovato la società al suo arrivo. Ora il testimone passa a Karembeu e Seedorf. Ma Alessandro Masu resterà all’interno della società con il suo 25% e con la volontà dichiarata di continuare a vigilare sul futuro del club. Perché questa scelta è stata fatta soltanto con un obiettivo: "Garantire alla Sanremese un futuro più forte, più stabile e finalmente all’altezza delle sue ambizioni".