Accadde Oggi - 21 maggio 2026, 09:33

ACCADDE OGGI, 21 MAGGIO 1995. Dieci commercianti e artigiani bussano alla Finanza: “Siano stufi di pagare il pizzo al racket”

I prestiti degli strozzini arrivavano anche ad interessi superiori al 500%

Paghiamo interessi anche del 500%”. Dieci vittime imperiesi e dianesi del racket, in maggioranza commercianti e artigiani, si sono rivolti alla Finanza. Avrebbero fatto anche nomi e cognomi dei cinici sfruttatori che hanno imposto loro interessi tra il 300% e il 500%. Nel mirino degli agenti della polizia finanziaria ci sarebbero almeno quattro “strozzini” che hanno succhiato soldi sino a costringere una commerciante - che poi ha finito per chiedere aiuto alle Fiamme Gialle - a vendere persino l’auto di famiglia pur di far fronte ai debiti accumulati. La cosa importante è che la gente, finalmente, abbia deciso di ribellarsi al giogo dei “cravattari”.

Un risultato importante, preludio forse a un cambio di mentalità”, confermano al comando provinciale del nucleo di polizia tributaria. Tra i dieci esercenti “ribelli” al racket ci sarebbero titolari di boutique, ambulanti, ristoratori e un imprenditore edile.
Un passo decisivo, il loro, per spezzare la corda che li stava strangolando. Ma, anche e soprattutto, un esempio da seguire per chi non ha ancora trovato la forza o il coraggio di denunciare. Gli esercenti avrebbero  fornito dettagli e particolari sull’attività delle persone che li ricattavano con la richiesta continua di denaro. “Pagare le cambiali con puntualità era diventato sempre più difficile – hanno raccontato disperati - il giorno fissato per la scadenza diventava un incubo che non si poteva scacciare da soli. Di qui la decisione di denunciare…”.
Pare che alcune delle vittime si conoscessero tra loro perché facevano riferimento a un unico intermediario, una persona che organizzava incontri e accordi.
Alcuni, proprio per tenere fede agli impegni, avrebbero dovuto cedere quote delle società di cui erano unici titolari, altri hanno rischiato il fallimento delle proprie attività. Chi non pagava puntualmente il pizzo per problemi o altri motivi avrebbe subito anche minacce più o meno velate. 

Ora i finanzieri approfondiranno il delicato caso dei dieci. Accertamenti bancari e nuove informazioni saranno necessarie. Grazie alla data e all’importo degli assegni ceduti agli usurai sarà più semplice trovare le prove dei prestiti illegali, molte volte difficili da dimostrare. Secondo indiscrezioni, la rete degli strozzini che da mesi imperversava tra Imperia e Diano Marina sarebbe composta da almeno quattro persone.

Giorgio Bracco