Il consiglio comunale di Imperia si è aperto con un momento di riflessione e vicinanza istituzionale dopo i drammatici fatti avvenuti a Modena il 16 maggio, quando un uomo ha seminato il panico lanciando la propria auto ad alta velocità nel centro cittadino. Sette le persone rimaste ferite, quattro delle quali in gravi condizioni.
Ad aprire la seduta è stato il sindaco Claudio Scajola, che ha espresso la solidarietà della città di Imperia alla comunità modenese e ai familiari delle vittime. "Intervengo per stigmatizzare quanto accaduto e anche alcune dichiarazioni improprie, perché ormai è appurato che il responsabile è un cittadino italiano e ai cittadini italiani non si può levare la cittadinanza". Il responsabile, Salim El Koudri, 31 anni, cittadino italiano di origini straniere, era stato in cura per problemi psichiatrici. "Si deve fare una riflessione sulla necessità che i servizi di salute mentale siano più efficienti, avendo più risorse – ha aggiunto il primo cittadino– e anche sull'integrazione, che significa occuparsi dei discendenti di coloro che sono venuti da noi, per capire se siamo sufficientemente preparati, come Nazione, a costruire un vero rapporto di integrazione".
Successivamente l’aula ha affrontato il caso di Nessy Guerra, la cittadina di Sanremo bloccata in Egitto e condannata a sei mesi di carcere con l’accusa di adulterio. La donna rischia inoltre di perdere la custodia della figlia Aisha, di appena tre anni. Sul tema è intervenuta la vicepresidente del consiglio comunale Laura Amoretti (Società Aperta – Imperia di Tutti), che ha presentato una mozione politica a sostegno della concittadina ligure. "Le istituzioni hanno un dovere morale prima ancora che politico, non restare indifferenti, perché vi sono momenti nei quali il silenzio pesa più delle parole".
"Quando si parla di diritti delle persone, tutela dei minori e protezione di cittadini e cittadine italiani all’estero, non esistono appartenenze politiche o divisioni ideologiche e religiose. Esiste soltanto il dovere forte e solidale delle istituzioni, dovere che deve partire anche da quest’aula". Amoretti ha invitato il sindaco e l’amministrazione comunale a sostenere ogni iniziativa utile per garantirle tutela e protezione.
"Nessuna donna deve sentirsi sola, nessuna madre deve sentirsi abbandonata, nessun minore deve diventare invisibile agli occhi delle istituzioni. Perché le istituzioni dimostrano davvero il proprio valore non quando esercitano il potere, ma quando scelgono di essere presenza, tutela e umanità", ha concluso la consigliera.