I sindaci e gli amministratori dei Comuni italiani esclusi dalla riforma sulla classificazione dei Comuni montani si ritroveranno domani, mercoledì 13 maggio a Roma, alle 10, vicino a Palazzo Chigi. In seguito una delegazione raggiungerà piazza Capranica, sede della manifestazione. Ma la guerra da vincere contro l’eliminazione di Ranzo dai comuni montani è affidata al ricorso effettuato tramite l’Associazione nazionale comuni italiani.
Una mossa legale che ha coinvolto moltissimi paesi sparsi su tutto il territorio nazionale per agire contro il DPCM relativo alla nuova classificazione dei comuni montani con il deposito presso il Tar del Lazio nello scorso mese di aprile con il mandato all’avvocato Antonio Bartolini di Perugia. Uno studio legale che ha raccolto la protesta delle centinaia di comuni estromessi da quella classificazione rimasta valida per decenni grazie alla legge numero 991 del 25 luglio 1952 che ultimamente è stata modificata con risultati a dir poco sorprendenti.
“Dobbiamo contestare i risultati aberranti della nuova normativa – afferma il sindaco Giancarlo Cacciò – soprattutto per un ente come il nostro che può vantare caratteristiche coerenti anche secondo i nuovi criteri”. Insomma forse quello che può considerarsi un ʽpasticcioʼ burocratico-legale con riflessi che appaiono anche più gravi, importanti e lesivi della natura stessa dei paesi interessati che, per quanto riguarda l’entroterra imperiese, hanno coinvolto anche Pontedassio e Chiusavecchia. Anche i sindaci dei due centri abitati della valle Impero si sono attivati insieme al comune della valle Arroscia per adire al ricorso sempre tramite l’Anci e il medesimo studio legale di Perugia. Un’azione che si fonda sulla incostituzionalità della norma, la lesione del principio di legalità e la violazione stessa delle politiche di coesione stabilite dal diritto europeo".
“Ci sono risultati eccezionali – spiega Luca Vassallo, sindaco di Chiusavecchia –. Sembra strano, ad esempio, che Cesio sia rimasto comune montano mentre noi e Pontedassio, invece, siamo esclusi e, anche più assurdo che, per parametri di pendenze e altimetrie, città costiere come Sanremo e Ventimiglia siano diventate montane”.