L'Amarcord - 02 maggio 2026, 13:36

L’AMARCORD DEL SABATO. La Finanza scopre relitto di nave romana al largo della costa Dianese

Decisivo il "pedinamento" di sub e ricercatori clandestini

Era il maggio di ben 51 anni fa… Un’antichissima nave romana carica di anfore viene salvata dal saccheggio dei sub. Il relitto è stato localizzato dalla Finanza al largo di Diano Marina. Gli agenti - che seguivano da tempo uno strano traffico di oggetti antichi - sono giunti alla base di rifornimento dei trafficanti clandestini.

Il relitto, affondato a circa due chilometri dalla costa, giace su un fondale di 45 metri. Ora, finalmente, è stato posto sotto controllo. La nave trasportava grossi contenitori del diametro di due metri che probabilmente erano pieni di grano. Un carico decisamente ingente: circa mille anfore. Il relitto è quasi interamente coperto da fango e sabbia. Se verrà recuperata, come auspicano storici e appassionati di storia locale, potrà fornire preziose indicazioni sulla tecnica di costruzione romana delle navi e permetterà di essere poi esposta insieme agli oggetti e all’attrezzatura accessoria. 

La notizia del ritrovamento, destinato ad arricchire il patrimonio storico e anche turistico della Riviera dei Fiori, è stata ufficializzata dal colonnello Giovanni Pastorino, comandante della legione di Imperia. Da tempo i finanzieri avevano notato un intensificazione del traffico di anfore nel Dianese. Hanno quindi studiato attentamente rotte e movimenti di alcune imbarcazioni e, dalla frenetica attività di alcuni sub locali, si è così potuti risalire alla perfetta localizzazione del relitto. La finanza ha anche inviato al magistrato un dettagliato rapporto. Top secret, al momento, i nomi di trafficanti e sub. “La nostra prima preoccupazione, nell’ambito dei compiti di salvaguardia del patrimonio artistico nazionale che sono affidati proprio agli agenti della Finanza - hanno spiegato i vertici delle Fiamme Gialle locali – è tenere sotto stretto controllo il relitto per impedire che il saccheggio prosegua”.

Si è fatto anche ricorso al nucleo subacqueo della Finanza. I sommozzatori hanno iniziato le ricerche con l'appoggio anche dell’elicottero della sezione aerea, pilotato dal capitano Frani. La localizzazione del relitto è avvenuta venerdì 9 maggio. “Si trova a circa due chilometri dalla costa, su un fondale di 40-45 metri”, precisano i finanzieri. La prima ricognizione ha visto impegnati due vedette, sei sub e un’equipe della  , Tecnisub di Genova, composta da Paolo Ferraro, per le riprese filmate, e Sergio Canu per il coordinamento subacqueo, Franco Scialla per le riprese televisive, Francesco Pugliese per le fotografie sottomarine e dal professor Luigi Ferraro per il coordinamento generale. Il 
controllo scientifico è stato assicurato dalla dottoressa Marta Celeste Paoli di Albenga. Probabilmente la nave era carica di grano, vino, olio e farina. Il naufragio deve essere avvenuto durante una tempesta, mentre la nave si dirigeva verso il porto di Marsiglia. Francesco Pugliese, sub che ha già partecipato a diverse missioni di questo genere, ha detto che “una volta giunti vicino al relitto ci siamo trovati a vagare in un mare di anfore che emergono dalla sabbia”.

Il ritrovamento appare importante poiché quasi tutto il materiale è intatto. L’intervento dei finanzieri è riuscito a impedire che il "saccheggio" continuasse sino all’ultima anfora.
Sul fondo i sub della Finanza hanno ritrovato e recuperato tre anfore che già erano state liberate dal fango per essere tirate in superficie dai ricercatori clandestini. Vicino alle anfore i saccheggiatori avevano lasciato scalpelli e altri arnesi.

Lunga 22 metri e larga 6 metri, la panciuta nave di Diano Marina ospitava anche 14 grandi dolia. A poppa e prua 400 anfore riempite di vino, completavano il carico e sfruttavano tutto lo spazio disponibile a bordo.

Giorgio Bracco