Il trasferimento della Centrale operativa del 118 a Genova introduce un sistema riorganizzato che punta su digitalizzazione, geolocalizzazione e, soprattutto, "razionalizzazione" delle risorse, ma dalle indicazioni fornite agli operatori sul territorio emergono criticità operative e incongruenze che rischiano di incidere sull’efficacia dei soccorsi, soprattutto nelle aree più complesse dal punto di vista logistico, come quelle interne. Le chiamate devono essere effettuate tramite il numero 800556633, con una suddivisione in opzioni operative.
Secondo il vademecum, la "selezione 1", dedicata alla comunicazione delle condizioni del paziente e alla richiesta dell’ospedale di destinazione o dell’automedica, rappresenta il fulcro del sistema, ma viene segnalato che "i tempi di attesa possono arrivare fino a 5 minuti", un intervallo significativo in contesti di emergenza. In caso di pazienti critici si procede comunque al trasporto verso l’ospedale più vicino, mentre per quelli non critici diventa "obbligatorio attendere la risposta dell’operatore", introducendo un possibile rallentamento nella gestione.
Uno degli aspetti più controversi riguarda l’assegnazione dei mezzi tramite geolocalizzazione: il sistema individua il mezzo teoricamente più vicino sulla base del tragitto più breve, ma senza considerare sempre le reali condizioni della viabilità, generando paradossi operativi. Emblematico il caso riportato, di Vasia, in val Prino, alle spalle di Porto Maurizio, dove il sistema può ritenere più vicino un mezzo della CRI di Pontedassio rispetto a uno disponibile a Imperia, normalmente la Bianca di Porto. tuttavia, la viabilità impervia rende il percorso più complesso e lento, ma nonostante ciò l’algoritmo tenderebbe, comunque, a privilegiare la scelta teorica, evidenziando un limite nella capacità di adattarsi al territorio. A questo si aggiunge un cambiamento rilevante nei trasporti secondari urgenti, che verranno assegnati alla Croce disponibile più vicina all’ospedale, eliminando il principio di rotazione: una scelta che punta all’efficienza ma che introduce una centralizzazione potenzialmente penalizzante per alcune realtà locali.
Sul fronte delle comunicazioni, il sistema appare ancora ibrido: non tutte le ambulanze dispongono di radio fisse, anche se quelle più datate risultano ancora funzionanti, ed è possibile richiedere radio portatili alla centrale. Allo stesso tempo, non sarà più possibile contattare direttamente la centrale per verificare la disponibilità dei mezzi o la corretta ricezione delle selettive radio, poiché queste operazioni dovranno essere effettuate tramite il software LifeFirst (Beta80), segnando un passaggio deciso verso la digitalizzazione ma richiedendo adattamento operativo. La selezione 2 è invece dedicata alla logistica, da utilizzare nei casi di difficoltà nel raggiungere il target, problemi di viabilità, guasti ai mezzi o necessità di coinvolgere vigili del fuoco o forze dell’ordine.
Rimane attivo l’Ufficio Trasporti con orari consueti, mentre per le ore notturne e festive subentra la COT (Centro Operativo Territoriale), che svolge le stesse funzioni; tuttavia, fino al 4 maggio è stata stabilita la sospensione dell’accettazione di dimissioni, trasferimenti e consulenze da parte della COT nei festivi e nelle ore notturne, in attesa di un aggiornamento operativo.
Nel complesso, il nuovo assetto del 118 centralizzato a Genova rappresenta un tentativo di modernizzazione, ma le indicazioni operative mettono in luce criticità concrete: tempi di risposta non sempre compatibili con l’urgenza, algoritmi che non tengono pienamente conto delle condizioni reali del territorio e una transizione tecnologica ancora incomplet