“Il Regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale, di cui sono stato relatore, prevede delle norme molto chiare per bloccare la creazione di contenuti fallaci e di strumenti nati per ingannare le persone senza alcuna trasparenza.
Possiamo immaginare che ci sia, come già accade, un utilizzo dell’IA generativa per creare contenuti di fantasia; tuttavia, questi stessi strumenti potrebbero essere usati anche per finalità malevole. Non possiamo censurare tutto, ma dobbiamo creare le condizioni per riconoscere i contenuti e bloccare quelli più pericolosi.
Penso ai contenuti pedopornografici, a quelli di violenza o a quelli che possono indurre atteggiamenti suicidari. Pensiamo, ad esempio, alla problematica dei chatbot utilizzati per cercare conforto o confidenza, che finiscono a volte per creare situazioni estremamente rischiose: purtroppo conosciamo tanti casi di cronaca in merito.
Tutto questo viene contrastato dalla legge europea, che deve essere applicata rapidamente. Stiamo spingendo la Commissione Europea ad accelerare l’implementazione, ma abbiamo bisogno di fare anche qualche passo in più. Ad esempio, stiamo proponendo di vietare gli strumenti che permettono la nudificazione non consensuale. Alcune famose piattaforme hanno già realizzato questo tipo di attività, usata spesso contro le donne e contro i minori. È inaccettabile che nella nostra società esista uno strumento capace di colpire in modo così pesante, violento e terribile l’intimità delle persone.
Credo serva molta informazione e molta formazione e dobbiamo farlo ma servono anche regole che mettano dei limiti laddove certi confini non possono e non devono essere superati”.
Lo ha dichiarato l'eurodeputato del Partito democratico, Brando Benifei, in un'intervista al Parlamento europeo di Bruxelles in qualità di relatore del Regolamento sull'Intelligenza Artificiale (AI Act) come membro della commissione Mercato Interno e Protezione dei Consumatori (IMCO)