Da oltre tre lustri l’associazione Michele De Tommaso è testimone di un’antica scuola filosofica nata a Porto Maurizio. Un’esperienza culturale che affonda le sue radici nella figura del sacerdote, filosofo e ingegnere giacobino arrivato da Napoli nell'Imperia ante litteram alla fine del Settecento come "rifugiato politico".
De Tommaso fu tra gli animatori della Repubblica giacobina di Oneglia e promotore a Porto Maurizio di iniziative culturali innovative, come un centro di mutuo insegnamento e una scuola di filosofia. Ma il suo contributo non si limitò alla vita intellettuale: a lui si devono anche alcuni interventi urbanistici che segnarono il volto della città, tra cui la sistemazione di piazza del Duomo, di via Carducci e il progetto del cimitero di via Artallo. Fondata ufficialmente il 14 luglio 2009, su iniziativa di Pasquale Indulgenza, l’associazione ne mantiene viva la memoria. "Credo che Indulgenza si ritenesse quasi come un suo alter ego- racconta Claudio Badano, direttore scientifico e socio fondatore -. Si rispecchiava molto in questa figura: anche lui un napoletano che ha vissuto gran parte della sua vita qui".
Indulgenza e il presidente, Silvio Zaghi, sono scomparsi negli ultimi anni, ma l’attività dell’associazione continua nel solco da loro tracciato. Già nel 2009 è stata riconosciuta come “Scuola di Alta Formazione” dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Mentre nel 2016 con la rassegna “Icone del pensiero: le immagini e il vedere filosofico” ha vinto la decima edizione del Premio nazionale di filosofia di Certaldo, promosso dall’associazione Professionisti Pratiche Filosofiche.
Dal 2011 organizza rassegne culturali, quest’anno si svolge il quindicesimo ciclo. "Gli appuntamenti coprono l'autunno e l'inverno – racconta Badano – con relatori da tutta Italia. All’inizio erano incontri più strettamente filosofici, nel tempo hanno assunto una dimensione più politica, ma sempre con l’approccio del pensiero critico. Il pubblico è composto soprattutto da insegnanti e da uno 'zoccolo duro' di appassionati, anche se resta difficile coinvolgere i più giovani".
Un’attività costante, il cui impegno viene ripagato dalla partecipazione, anche se l’associazione continua a scontrarsi con la difficoltà nel trovare uno spazio stabile per la propria sede. "La soddisfazione resta grande: in questi anni abbiamo svolto un ruolo importante di promozione culturale, portando un fermento reale e un contributo concreto alla vita culturale della città", osserva Badano.
Per questa edizione è stata scelta una formula monotematica dal titolo “Quaestiones disputatae”. L'ultimo appuntamento, sempre recuperabile sul canale YouTube, è venerdì 10 aprile al teatrino della parrocchia di Cristo Re con “Mediterraneo: un mare che interpella le religioni e l’umanità”.