Si è svolto nel pomeriggio di oggi, venerdì 20 marzo, all’Auditorium della Camera di Commercio di Imperia, gremito nonostante l’orario insolito delle 14.30, l’incontro dal titolo “Perché è giusto votare no”, evento conclusivo della campagna referendaria dedicata alla riforma della giustizia promossa dal ministro Carlo Nordio.
Ad aprire e moderare l’appuntamento è stato il procuratore della Repubblica di Imperia, Alberto Lari, che ha esordito dichiarando: "Siamo chiamati domenica e lunedì a votare su una legge con la quale il governo modifica sette articoli della Costituzione senza averla approvata con la maggioranza dei due terzi: non c’è quorum, un meccanismo pericoloso. La gente deve recarsi a votare non per schieramento ma per idea, le persone devono essere perfettamente informate; se non lo sono è più corretto che non ci vadano. Deve essere un voto consapevole. Una riforma inutile, che introduce una separazione delle carriere quando si era discusso che i pm avessero dovuto prima fare i giudici. Una riforma che non risolve i problemi della giustizia, non solo inutile ma anche dannosa. Crea una giustizia forte con i deboli e debole con i forti".
Tra gli interventi più attesi quello di Marcello Basilico, magistrato e componente del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha illustrato il punto di vista della magistratura rispetto ai cambiamenti proposti dalla riforma, soffermandosi sulle possibili ricadute sull’equilibrio tra accusa e difesa e sull’indipendenza dell’ordine giudiziario.
A seguire, tra la proiezione di un video e un breve intermezzo, è intervenuto Mitja Gialuz, avvocato penalista e professore ordinario di Procedura penale all’Università di Genova, offrendo una lettura tecnico-giuridica dei principali aspetti del provvedimento e contribuendo a chiarirne implicazioni e criticità.
A chiudere l’incontro è stato il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, che ha ribadito le ragioni del No, sottolineando la necessità di una riforma della giustizia condivisa, efficace e rispettosa dei principi costituzionali.