Attualità - 20 marzo 2026, 16:45

La provincia di Imperia in coda per la crescita dei redditi

L'analisi di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne

Non crescono i redditi degli imperiesi. Imperia si colloca tra le province italiane con le performance più deboli nella crescita del reddito disponibile nel 2024. Secondo l’analisi di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, registra una variazione negativa dello 0,03 per cento rispetto al 2023, un dato che la posiziona tra le ultime in Italia insieme a Prato e Ancona.

A livello nazionale si registrano andamenti differenziati a livello territoriale: è il Mezzogiorno a trainare l’aumento, con un +3,38 per cento, superiore al +2,84 per cento registrato nel Centro-Nord. Tra le province con le crescite più elevate figurano Rimini (+5,78%), Ragusa (+5,55%) e Venezia (+4,95%). Sei province meridionali si collocano tra le prime dieci per incremento. Permane, tuttavia, un ampio divario nei livelli di reddito. In testa Milano con 36.188 euro pro-capite, seguita da Bolzano (32.680 euro) e Monza e della Brianza (30.182 euro). In coda Foggia (14.953 euro), Agrigento (15.059 euro) e Caserta (15.288 euro).

"La mappa del reddito disponibile ci fornisce un quadro articolato che da un lato smentisce lo stereotipo di un Sud statico contro un Nord dinamico e dall'altro fa emergere delle geografie inedite - dice Gaetano Fausto Esposito direttore generale del Centro Studi Tagliacarne -. Si conferma, inoltre, il primato delle città metropolitane veri hub di potenzialità: con un reddito pro-capite superiore del 14% rispetto alle altre province, anche per effetto delle retribuzioni più alte di quasi un terzo sostenute dalla concentrazione di attività direzionali meglio pagate e dal più elevato costo della vita".