Il caro carburante continua a pesare come un macigno sul comparto ittico ligure. Le imbarcazioni restano ormeggiate nei porti, mentre la battaglia dei pescatori si sposta sempre più sul piano della burocrazia e dell’accesso ai fondi regionali ed europei. Ne emerge un quadro di forte preoccupazione, nonostante alcuni recenti segnali positivi da parte delle istituzioni.
Legacoop Liguria, insieme alle altre associazioni di categoria, ha richiesto con urgenza la convocazione del Tavolo Blu regionale, ritenuto uno strumento fondamentale per affrontare una crisi che rischia di diventare strutturale. Se da un lato viene accolto con favore l’impegno della Giunta per l’istituzione di un Fondo rotativo regionale da 100.000 euro, destinato al sostegno immediato delle imprese colpite dal fermo biologico e tecnico, dall’altro resta aperta una questione cruciale: quella della liquidità.
“È fondamentale che le indennità per il fermo pesca delle annualità 2023, 2024 e 2025 vengano erogate con urgenza dal Ministero”, sottolinea Lara Servetti, Responsabile Regionale di Legacoop settore Agroalimentare. “In questo senso, il ruolo della Regione Liguria è determinante per sollecitare il Governo affinché i fondi arrivino a destinazione. A Sanremo, ad esempio, i pescatori attendono ancora i pagamenti del 2023: una situazione insostenibile che richiede un’azione congiunta e pressante”.
Oltre ai fondi regionali, lo sguardo del settore è rivolto anche a Roma e Bruxelles. I pescatori chiedono infatti un intervento deciso del Ministero affinché la Commissione Europea avvii una revisione del regolamento FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura). L’obiettivo è il ripristino di aiuti diretti, sul modello della precedente Misura 5.68, nota come “Bando Ucraina”, considerata l’unica capace di garantire ossigeno immediato alle imprese in difficoltà.