Arrivano le cartelle Tari, segnatamente l'acconto 2026, anche tramite posta elettronica certificata, la Pec, ma dal Comune di Imperia invitano alla calma: non c’è nulla di cui preoccuparsi. A chiarirlo è l’assessora all’Amministrazione finanziaria, Monica Gatti, che sottolinea "come il sistema sia pensato per semplificare e rendere più efficiente la comunicazione con i cittadini".
Le notifiche via Pec, infatti, vengono inviate esclusivamente a chi ne ha fatto richiesta oppure a chi risulta iscritto all’Ini-Pec, la banca dati nazionale che raccoglie tutte le caselle di posta certificata associate a un codice fiscale. Si tratta quindi di una modalità già prevista e regolamentata, che non comporta alcun cambiamento improvviso o inatteso per i contribuenti. Nonostante il passo verso la digitalizzazione, la maggior parte degli invii è ancora cartacea. I numeri mostrano che la strada è lunga: su circa 24 mila cartelle emesse da Palazzo civico , ben 20 mila vengono ancora recapitate su carta, con un conseguente spreco e un aumento dei costi di notifica per l’amministrazione.
L’invito del Comune è quello di utilizzare strumenti digitali anche per i pagamenti. "In particolare -chiarisce l'assessora -attraverso il sistema PagoPA, più pratico e immediato rispetto al tradizionale modello F24".
E per chi teme di dimenticare di controllare la propria PEC? Anche in questo caso l’assessora rassicura: "non si rischiano sanzioni immediate. Prima di eventuali multe, infatti, vengono sempre inviati dei solleciti che ricordano il pagamento dovuto, offrendo così tutto il tempo necessario per mettersi in regola".
"L’obiettivo dell’amministrazione è ridurre l’uso della carta, contenere i costi e semplificare il rapporto con i cittadini, rendendo le comunicazioni sempre più veloci, accessibili e sostenibili", conclude Monica Gatti.