Entro il 31 dicembre, Dolcedo rischia di perdere il suo presidio dei carabinieri. La conferma è arrivata durante un vertice che ha sancito l'irremovibilità del proprietario dell'immobile di via Mameli: dopo settant'anni, i locali dovranno essere riconsegnati alla proprietà privata.
Il sindaco Giuseppe Rebuttato non nasconde l’amarezza e la preoccupazione per un territorio che comprende anche i comuni di Prelà, Vasia e Pietrabruna. L’unica via d'uscita sarebbe la costruzione di una nuova sede in un’area comunale sopra via Parco delle Rimembranze, ma il percorso è minato da ostacoli burocratici e finanziari.
Il Comune ha già investito oltre 30 mila euro, esaurendo le risorse disponibili, e ora chiede garanzie chiare al Ministero dell'Interno sulla fattibilità e sui costi dell'opera. Rebuttato lamenta la mancata risposta della cittadinanza a un precedente appello per la ricerca di immobili alternativi. Senza un intervento immediato e concreto da parte del Ministero, il borgo si prepara a un futuro con meno tutele, mentre la flebile speranza di un accordo dell’ultimo minuto sembra spegnersi col finire dell'anno.