Come sarà la “nuova” Imperia, la città del Duemila? “Il nostro sogno – conferma Fulvio Vassallo, vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici – è quello di creare una città tra le due città”.
Il nuovo piano regolatore è pronto ad approdare in Consiglio comunale, commenti e polemiche si sprecano. Il documento programmatico, firmato dagli architetti Giovanni Spalla e Carlo Berio, che hanno da poco finito di elaborare l’attuale strumento urbanistico, in sostituzione di quello ormai superato e datato 1977, sarà discusso nella prossima seduta fiume, articolata in più serate. Il dibattito si annuncia particolarmente acceso. L’opposizione - che non si può definire minoranza perché, dopo l'ennesimo colpo di scena di questa tormentata legislatura, ha sulla carta gli stessi consiglieri della maggioranza (20 contro 20) - minaccia dura resistenza.
“Lo contrasteremo e con tutte le forze”, tuona Sergio De Nicola, capogruppo della Dc, che non ha voluto partecipare alla commissione per l’esame del piano in segno di protesta “perché le scelte erano già avvenute”. Giuseppe Ghiglione, repubblicano, da pochi mesi assessore all'Urbanistica, è sereno. “Questo piano ha una sua filosofia: è il più possibile aderente alle varie realtà locali, dall’industria al commercio, dall’artigianato all’edilizia passando per la viabilità. I pilastri sui quali si basa sono il piano paesistico territoriale e il piano portuale. Mi pare di grande importanza il fatto che nonostante tutte le attività portuali distribuite tra Porto Maurizio, la zona centrale e Oneglia, sulla banchine saranno soltanto i mezzi di lavoro: le volumetrie sono state concentrate sulla strada terrazza”. Ma è proprio quest’ultima, una sorta di immenso “biscione”, un vero e proprio fabbricato da Guinness dei primati (lungo un chilometro, largo 40 metri e alto 11 metri), che fiancheggerà lungomare Vespucci, a suscitare le perplessità maggiori, anche per l'evidente impatto ambientale.
Ghiglione difende il tutto a spada tratta. “Avrà una triplice funzione: incorporare ogni esigenza portuale (uffici, magazzini, negozi), offrire un comodo e panoramico percorso pedonale sopraelevato tra Porto Maurizio e Oneglia, e contribuire a creare quella parte centrale di città, che si spinge dal mare verso regione Baitè”. Qui, nella valle alle spalle del palazzo comunale, potrebbe essere localizzato il futuro sviluppo urbanistico di Imperia. E' una zona dove “all’edilizia residenziale, pubblica o privata, si potrebbero aggiungere il recupero della Caserma Crespi, da sfruttare come centro direzionale e uffici, e l'insediamento del previsto complesso sportivo”. Intorno a questo polo in posizione baricentrica, si snoderà una viabilità che forse non è di grande fantasia, ma è funzionale.
Ancora Ghiglione. “Si tratta di un asse, realizzabile a tranche, nell’attesa del trasferimento a monte della linea ferroviaria, che attraverserà Imperia: Capo Berta-via Agnesi-stazione di Oneglia-via Trento-lungomare Vespucci-via Siffredi-galleria sotto piazza Roma-via Martiri della Libertà-via Nizza-galleria sotto il Monte Calvario-via Littardi. Quando i binari saranno liberati, potrebbero servire per treni navetta o per la metropolitana leggera, oppure essere sostituiti con una arteria a scorrimento veloce".
“Un atto così importante di pianificazione è stato portato all'attenzione della gente solo adesso, alla scadenza del mandato. Un’affrettata mossa elettorale, manca la partecipazione”, accusa De Nicola. “Ogni quartiere ha chiesto modifiche, ma osservazioni fondamentali all’impianto dello strumento non ce ne sono state. Le lamentele più vistose riguardano la nuova stazione ferroviaria, situata in quota, sul viadotto, a Castelvecchio”, smorza i toni il vice sindaco Vassallo.
“Il difetto peggiore di questo prg? – si domanda il capogruppo del Psi, Giovanni Barbagallo - non sono indicate le previsioni di insediamenti abitativi, che dovrebbero essere invece il dato di partenza”. Rodolfo Leone, segretario provinciale del Pli: “Più di tre anni di gestazione, per portare il piano in Consiglio poche ore prima dello scioglimento: è una strumentalizzazione”.