Il pievese Giancarlo Rubini, 75 anni, è rimasto bloccato in Thailandia dopo un grave malore: ora la famiglia avvia una raccolta fondi per far fronte alle spese mediche e tentare di organizzare un rimpatrio sanitario in Italia. L’uomo si trova ricoverato in terapia intensiva al Bangkok Hospital di Phitsanulok, dove lotta tra la vita e la morte dopo un arresto cardiaco e una embolia polmonare massiva.
Rubini si trovava a Phitsanulok per far visita ai familiari della moglie, scomparsa tre anni fa, e per sistemare alcune pratiche burocratiche. Il 17 febbraio è stato colto da un malore improvviso ed è svenuto. Trasportato in un ospedale pubblico locale, gli è stato diagnosticato un infarto, ma, secondo quanto riferiscono i familiari, non sarebbero mai state consegnate cartelle cliniche né fornite spiegazioni dettagliate sulle sue condizioni.
Dimesso il 20 febbraio, il giorno successivo le sue condizioni sono peggiorate nuovamente. Portato in una piccola clinica non attrezzata per le emergenze, avrebbe ricevuto solo ossigeno e farmaci orali, che gli hanno provocato vomito con tracce di sangue. Solo grazie all’intervento dell’Ambasciata italiana è stato possibile trasferirlo nella struttura privata dove si trova ora ricoverato. Il 26 febbraio il quadro clinico è precipitato: Rubini è andato in arresto cardiaco. Dopo circa 15 minuti di rianimazione cardiopolmonare, i medici sono riusciti a stabilizzarlo. La diagnosi è di embolia polmonare massiva. Attualmente è in condizioni gravi ma stabili, collegato a macchinari salvavita.
"La terapia intensiva ha un costo di circa 4.500 euro al giorno. Le spese hanno già superato i 27 mila euro e continuano a crescere rapidamente -spiega il genero, Mattia Bertone-. Prima di partire aveva stipulato un’assicurazione sanitaria di viaggio con un massimale di 60 mila euro a rimborso, ma in pochi giorni arriveremo a superare il massimale previsto, dato che si prospettano settimane in terapia intensiva".
“La sola possibilità è riuscire a organizzare un rimpatrio sanitario non appena le sue condizioni lo permetteranno”, spiega il genero. Il trasporto medico intercontinentale, tuttavia, comporta costi molto elevati. La figlia, Sabrina, si trova già in Thailandia accanto al padre, mentre da Pieve di Teco parenti e amici seguono con apprensione gli sviluppi. La famiglia ha deciso di lanciare una raccolta fondi per far fronte alle spese mediche e garantire a Rubini la possibilità di continuare le cure e, quando sarà possibile, tornare in Italia.
"Abbiamo tentato tutte le strade possibili, ora siamo costretti a chiedere aiuto - conclude Bertone, promotore della raccolta fondi -. Ogni contributo, anche piccolo, può fare la differenza, grazie di cuore a chiunque vorrà sostenere o condividere l'iniziativa".