Ieri è iniziata la primavera meteorologica, anche se parlare di stagione non ha più senso. L'enorme cupola anticiclonica che ha prodotto questo clima schifoso nei bassi strati, con maccaja continua, giorni e giorni di cielo coperto, grigio, in un contesto uggioso e umido, colmo di aria stagnante, che nel catino Padano ha prodotto un inquinamento spaventoso con polveri sottili che hanno reso la stessa aria irrespirabile, tutto questo comincia a mostrare qualche segno di cedimento. Non aspettiamoci però chissà quale rivoluzione. L'intervento di qualche piovasco, la ripresa della ventilazione, puliranno un tantino l'aria, ma non cambierà moltissimo. Resta in piedi la possibilità di qualche pioviggine/piovasco, un minimo contributo per l'operazione di pulizia, ma praticamente la settimana trascorrerà sulla falsariga di questo periodo. A livello modellistico continua il caos più totale. Negli ultimi bollettini avrete preso atto della mia totale sfiducia in ogni tipo di scenario proposto. I centri di calcolo non riescono più nemmeno a individuare una linea di tendenza che sia attendibile. Scenari che cambiano alla velocità della luce, ipotesi di freddo, anticiclone sempre sullo sfondo, porta Atlantica con la chiave in mano (la apriamo, la chiudiamo?). Inutile spingersi troppo in là. Si naviga a vista, con uno scenario estremamente desolante. Resto dell'idea che tra tutti gli attori su questo palcoscenico, il protagonista resterà di solito anticiclone. Alla fine, al di là delle piogge, delle nebbie, dell'inquinamento, del sole, delle temperature, la responsabilità di tutto quanto accade è principalmente la sua.
(Ventilazione In rinforzo nei prossimi giorni, prevalentemente da Nord-Est, con componente rafficata 45 km/h)
PREVISIONE - Poco da aggiungere rispetto a quanto illustrato venerdì. Non ho effettuato alcun aggiornamento anche perché il grado di instabilità che veniva contemplato da parte della modellistica lo avevo giudicato poco attendibile. Ero abbastanza certo che il rinforzo ventoso avrebbe di fatto stoppato ogni tipo di precipitazione. Stamattina sono infatti uscito regolarmente per una cinquantina di chilometri solitari in bici da corsa, sperimentando direttamente la fine della cosiddetta aria stagnante, con un vento estremamente fastidioso a ridosso del mare con direzione Ponente/Levante. Meglio nell' entroterra, dove ho poi continuato, con una decina di km di salita al riparo da Eolo. Sarà proprio il vento, in ulteriore rinforzo nei prossimi giorni, il protagonista principale nella nostra provincia ma su tutta la Regione. Soffierà prevalentemente da Nord-Est con componente rafficata intorno ai 12 metri al secondo (45 km/h). Percentuale di instabilità assente sull'Imperiese, bassissima anche sul comparto savonese/genovese (confinata in mare) in netto calo rispetto a ieri quando nella striscia compresa tra Albissola e Arenzano si sono verificati piovaschi anche molto intensi, mentre nell'Imperiese non si è andati oltre qualche goccia sparsa del tutto maccajosa. Graduale pulizia del cielo soprattutto tra domani e dopodomani, contestualmente all'incremento della ventilazione che agirà appunto da spazzino di questo clima-rifiuto. Sotto il profilo termico valori abbastanza stazionari oggi, massime in risalita da domani a 18° e più, minime leggermente più fresche, complice il ritrovato irraggiamento notturno da maggior rasserenamento.
(L'impressionante crepaccio apertosi a una cinquantina di metri dalla vetta del Breithorn Occidentale (4165), documentato da Hervé Barmasse. Scenario assurdo a inizio marzo)
Oggi finiamo con una foto di Hervé Barmasse. A 50 metri dalla vetta del Breithorn Occidentale (4165 m), che in un ormai lontano 25 agosto 2007 fu il primo dei miei 46 4000, salito proprio con Marco Barmasse, papà di Hervé, questa è la situazione. Un crepaccio enorme, che a inizio marzo è qualcosa di osceno su un 4000 "scolastico", frequentato da tantissimi alpinisti e scialpinisti. La considerazione principale è esattamente quella fatta da Hervé: "La prima nevicata in quota andrà a coprire tutto, e in quella grossa spaccatura si formerà un ponte di neve estremamente fragile. Le conseguenze sono facilmente immaginabili se qualcuno ci passerà sopra". E il Breithorn non è un caso isolato. Nella giornata di sabato tre scialpinisti sono caduti in un crepaccio all'altezza del Colle Vincent (4088 m) nei pressi dell'omonima Piramide (4215 m), altro 4000 "scolastico " nei pressi dei Rifugi Mantova (3480 m) Gnifetti (3647 m) nel gruppo del Rosa. Due di loro sono stati recuperati dal soccorso alpino e trasportati in ospedale in ipotermia, sospese invece le ricerche del terzo componente che si trovava a una profondità di oltre 30 metri nel crepaccio stesso e per il quale non c'è più nulla da fare! Ognuno può fare le considerazioni che ritiene, ma ormai è un bollettino di guerra. Se non si comprendono i rischi che si corrono sarà sempre peggio!
(Uno sguardo a venerdì 6 marzo, quando si contemplava un deciso peggioramento che pare già sparito)
Buona settimana a Tutti