Primo giorno del “pranzo con il fisco”. Tutto è filato liscio, o quasi, all’esordio dell’obbligatorietà della ricevuta fiscale. Non ci sono stati problemi particolari. I controlli della Finanza ci sono stati ma decisamente discreti.
I ristoratori hanno solo impiegato un po' più di tempo per la compilazione del conto. “Qualche cliente – spiega un ristoratore ponentino - ha protestato perché abbiamo tardato a presentare il conto. Ma con la ricevuta fiscale bisogna essere molto precisi”.
"Non abbiamo avuto richieste specifiche da parte dei clienti – aggiunge un altro - ovviamente noi l'abbiamo rilasciata a tutti. Qualcuno però l’ha lasciata sul tavolo”. “Tutto bene – conferma un terzo – solo qualcuno l'ha richiesta. A tutti abbiamo raccomandato di conservarla e di non buttarla via appena usciti. Avrebbero potuto essere controllati”. "Ci siamo organizzati per fare tutto secondo legge disturbando i clienti il meno possibile. Meglio adeguarsi subito. Non abbiamo avuto problemi. Qualche cliente ha detto di essere pronto a rinunciare alla ricevuta”, illustra un altro.
La novità della ricevuta fiscale nei ristoranti, contestata dagli esercenti che per combatterla avevano chiuso per protesta i locali due giorni, ha avuto in provincia di Imperia un battesimo regolare, senza particolari scosse. Su tutta la Riviera dei Fiori e sull'entroterra non si ha notizia di contestazioni. Controlli sono stati effettuati dalla Guardia di Finanza di Imperia, attraverso agenti in borghese. Presso gli uffici del comando, in piazza De Amicis è stato anche costituito un nucleo specializzato.
“Non abbiamo avuto difficoltà ad adeguarci alle nuove disposizioni. A tutta la clientela ho raccomandato di conservare la ricevuta. La legge è utile, però il metodo usato poteva essere migliore”, dicono alla Sghitta Perusa. Emilio Canna della Nannina: “Sono d'accordo con l'introduzione della ricevuta fiscale. Un sistema di fatturazione deve esistere anche in Italia, come già accadeva altrove, in Francia, per esempio. Qualche cliente, però, ha dimenticato la ricevuta sul tavolo: non posso certo rincorrerlo, ogni volta, per portargliela”. C'è peraltro ancora molta disinformazione sulla ricevuta fiscale. “Non tutti sapevano di che si trattava. Gli stranieri, poi, ne erano all'oscuro completamente, e abbiamo dovuto faticare per spiegarlo”, precisa un ristoratore portorino.