Pescatore imperiese sorpreso in acque proibite: sciopero di solidarietà dei colleghi. L’opera di sorveglianza delle Capitanerie di Porto contro i pirati del mare, e cioè i pescherecci sorpresi a gettare le reti dov’è vietato per legge, non si ferma. A finire nei guai un’imbarcazione che aveva gettato le reti a una profondità di 20 metri anziché di 50, come prevede appunto la legge.
Subito è scattata la solidarietà dei colleghi che, all’indomani del blitz, hanno deciso di sospendere temporaneamente il lavoro in segno di protesta e amicizia. Il raduno, pacifico, ha avuto come cornice il porto di Porto Maurizio, lì dove ha sede la Capitaneria. I pescatori professionisti hanno protestato contro il fermo di un collega che era stato sorpreso al largo di Albenga mentre pescava con le reti a strascico su fondali di venti metri. La protesta era rivolta anche contro la vigente legislazione sulla pesca che - secondo i pescatori - impedirebbe loro di guadagnarsi da vivere.
Il peschereccio incriminato aveva a bordo circa sette chilogrammi di pesce pregiato. Il verbale della contravvenzione sarà inviato, per competenza territoriale, al pretore di Albenga, zona dove la barca è stata fermata e controllata: il capopesca rischia una pena detentiva, una multa, il sequestro delle reti e il fermo temporaneo dell'imbarcazione. Dopo circa due ore di protesta, il corteo delle barche in mare si è sciolto e i pescherecci sono così tornati alla base, nel porto di Oneglia.
La protesta ha messo in evidenza lo stato di disagio della categoria dei pescatori professionisti, già allarmati per l’esposto inviato alla procura della Repubblica di Savona e alle capitanerie di Savona e di Imperia dai pescatori più attenti all’ecologia e all’habita marino. Questi, infatti, hanno chiesto un migliore controllo, e maggiori misure repressive verso pescatori pirati, e in particolare contro coloro che praticano la pesca a strascico sui bassi fondali. “I pesci si riproducono nelle praterie sottomarine di alghe e posidonie: un chilogrammi di pesce catturato su questi fondali, arando la distesa sottomarina con il pesante strascico, significa la distruzione di una quantità enorme di uova e di pesci appena nati che diventerebbero grandi in pochi mesi: il danno pratico ed ecologico che ne deriva è enorme, a svantaggio, anche e soprattutto, dei professionisti”.