Economia - 15 febbraio 2026, 07:00

Olio 5w30, 5w40 o 10w40: quale viscosità è adatta alla tua auto

Il tagliando si avvicina e sul bancone dell'officina le sigle si moltiplicano: 5w30, 5w40, 10w40. Tre sequenze alfanumeriche che nascondono differenze concrete in termini di protezione, consumi e longevità del motore. Capire le differenze tra olio 5w40, 5w30 e 10w40 significa evitare errori costosi e scegliere il lubrificante che il propulsore della tua auto chiede davvero.

Cosa significano i numeri sulle sigle degli oli motore

La classificazione SAE J300, standard internazionale sviluppato dalla Society of Automotive Engineers, traduce il comportamento dell'olio in due numeri separati dalla lettera W (Winter, inverno). Il primo valore misura la viscosità a freddo: più è basso, più il lubrificante resta fluido durante l'avviamento a basse temperature, raggiungendo rapidamente ogni componente meccanico. Il secondo numero descrive la viscosità a caldo, misurata a 100°C, e indica lo spessore del film protettivo che l'olio mantiene quando il motore lavora a regime. Un 5w30 scorre agevolmente fino a -30°C e garantisce protezione costante a temperature operative standard, mentre un 10w40 inizia a ispessirsi già a -25°C ma crea una pellicola più resistente a caldo.

Caratteristiche e utilizzo dell'olio 5w30

Il 5w30 è il lubrificante che le case automobilistiche moderne hanno eletto a riferimento. La sua fluidità elevata riduce gli attriti interni e si traduce in un risparmio di carburante stimato tra l'1,5% e il 3% rispetto a viscosità superiori, differenza che su 20.000 km annui pesa concretamente sul portafoglio. I motori Euro 5 ed Euro 6, progettati con tolleranze meccaniche ridottissime, richiedono esattamente questo tipo di scorrevolezza per funzionare al meglio.

La formulazione low SAPS dei 5w30 di ultima generazione li rende compatibili con i filtri antiparticolato DPF/FAP, evitando intasamenti che costerebbero oltre 1.000 euro di manutenzione straordinaria. Citycar, berline a guida prevalentemente urbana e vetture con sistema Start&Stop trovano in questa viscosità il punto di equilibrio ideale tra protezione e efficienza.

Caratteristiche e utilizzo dell'olio 5w40

Il 5w40 condivide con il fratello minore la stessa fluidità a freddo (il "5W" è identico), ma a motore caldo il film lubrificante guadagna spessore e resistenza. Questa pellicola più robusta protegge meglio le parti meccaniche sottoposte a stress termico elevato: motori turbocompressi, propulsori ad alta potenza specifica e vetture utilizzate per traino o guida sportiva trovano nel 5w40 una copertura che il 5w30 non sempre garantisce. La scelta tra le due viscosità non può basarsi solo sugli indici SAE: le specifiche API e ACEA richieste dal costruttore pesano quanto la viscosità nella decisione finale, e scambiare un 5w30 con un 5w40 senza verificarle è un rischio concreto per la salute del motore.

Il range operativo del 5w40 si estende fino a temperature ambientali di 35°C, rendendolo la scelta naturale per chi vive nel Sud Italia o affronta lunghi trasferimenti autostradali estivi. I motori con qualche anno in più e tolleranze meccaniche meno stringenti beneficiano dello spessore extra, che compensa il gioco fisiologico tra le parti mobili e riduce il consumo anomalo di olio.

Caratteristiche e utilizzo dell'olio 10w40

Il 10w40 è il veterano della famiglia, standard indiscusso per le motorizzazioni degli anni Novanta e Duemila. Il numero 10 davanti alla W rivela una viscosità a freddo sensibilmente superiore: sotto lo zero l'olio fatica a scorrere con la rapidità necessaria, allungando i tempi di avviamento e lasciando le parti meccaniche scoperte nei primi secondi critici. Al di sopra dei 10°C il comportamento migliora nettamente, e la viscosità a caldo (il "40" finale) offre una protezione solida per i propulsori che non richiedono formulazioni low SAPS.

Chi possiede un'auto con oltre 150.000 km sul contachilometri e un motore non dotato di filtro antiparticolato trova nel 10w40 un alleato affidabile a costi contenuti. La pellicola più densa sigilla meglio le tolleranze allargate dall'usura, limitando consumi di olio che con viscosità inferiori diventerebbero problematici. Nelle regioni a clima mite il 10w40 lavora senza difficoltà, ma chi affronta inverni rigidi con temperature sotto i -10°C dovrebbe valutare viscosità a freddo più performanti.

Quale olio scegliere tra 5w30, 5w40 e 10w40: il confronto diretto

Il 5w30 e il 5w40 partono alla pari nelle mattine fredde grazie al "5W" condiviso, ma a motore caldo le strade si separano: il 5w30 scorre con meno attrito e abbassa i consumi di carburante, il 5w40 costruisce una barriera più spessa che regge meglio lo stress termico sopra i 30°C. Il 10w40 si distingue nettamente all'avviamento, dove la viscosità superiore penalizza la fluidità sotto lo zero, ma recupera terreno a caldo con una protezione paragonabile al 5w40 e un costo al litro inferiore del 20-30%. Il discrimine reale passa dalle specifiche del motore: un propulsore Euro 6 con filtro antiparticolato esige un 5w30 low SAPS, un turbo benzina ad alte prestazioni lavora meglio con il 5w40, un motore aspirato con oltre 150.000 km si affida al 10w40 senza sprechi.

Come scegliere l'olio giusto per la tua auto

Il libretto di uso e manutenzione resta il punto di partenza non negoziabile: nelle pagine dedicate alle specifiche tecniche trovi la viscosità SAE raccomandata, le certificazioni ACEA e le eventuali approvazioni del costruttore (VW 504.00/507.00, Ford WSS-M2C913-D, PSA B71 2290 sono tra le più comuni). Il clima locale pesa nella decisione: chi vive in zone alpine dove il termometro scende regolarmente sotto i -15°C dovrebbe orientarsi su viscosità a freddo basse come il 5W, mentre nelle regioni meridionali il 10W non crea problemi di avviamento.

Chi cerca l’olio 5w30 per auto trova su Norauto un catalogo che copre le principali approvazioni costruttore: oli con specifiche C2, C3, C4 e certificazioni Renault, Volkswagen, Ford e PSA, affiancati da brand come Castrol Edge, Shell Helix Ultra e Repsol. Le confezioni da 1 a 5 litri si adattano sia al cambio completo che al rabbocco, con ritiro disponibile in 1 ora nei centri Norauto e possibilità di verificare la compatibilità attraverso il configuratore online inserendo la targa del veicolo.

Cosa succede se usi l'olio sbagliato

Un 10w40 versato in un motore che chiede 5w30 trasforma ogni avviamento invernale in una lotteria: l'olio troppo denso circola con difficoltà nei primi secondi dopo l'accensione, lasciando le parti meccaniche scoperte nella fase in cui l'usura è più aggressiva. Il filtro antiparticolato subisce il danno peggiore, perché un olio privo di formulazione low SAPS deposita ceneri che intasano progressivamente il DPF fino a richiedere la sostituzione. Lo scenario opposto non è meno insidioso: un 5w30 in un vecchio motore con tolleranze allargate crea un film troppo sottile che non sigilla adeguatamente pistoni e cilindri, provocando consumi anomali di olio e perdita di compressione. La regola è una sola: segui le indicazioni del costruttore e, nel dubbio, verifica le specifiche ACEA e le approvazioni OEM prima di svitare il tappo.








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