L'Amarcord - 14 febbraio 2026, 14:26

L’AMARCORD DEL SABATO. 1981: a Imperia si “sogna” in grande con il programma triennale

“Più turismo, realizzazione del porto commerciale, potenziamento Roja”. Tocca alla Regione tirare fuori i soldi

Correva l’anno 1981 e la primavera era alle porte. Il Consiglio comunale si apprestava a varare un atteso programma triennale, in pratica il futuro più o meno immediato della città. Un programma articolato, presentato ufficialmente agli amministratori pubblici, rappresentanti politici e economici, nella sala del Consiglio comunale

Un documento di oltre 100 pagine, elaborato con la consulenza del professor. Referenti il vice sindaco, Giovanni  Barbagallo, e l’assessore al bilancio, Giuseppe Ghiglione. Partendo dalla analisi della situazione nei vari settori, il documento andava a indicare “gli obiettivi di sviluppo sociale ed economico e le azioni programmatiche nei vari settori, oltre le priorità a esse relative”.

La novità più eclatante era la grande attenzione dedicata allo sviluppo turistico indicato come “componente fondamentale dell’economia cittadina, più di quanto non sia stato per il passato”. Grande attenzione, si badi bene, veniva data “alla costruzione del nuovo porto commerciale, porto che dovrà assumere una funzione strategica anche per lo sviluppo del comprensorio imperiese e delle aree economiche della Liguria occidentale e del basso Piemonte”. 

Per la realizzazione della sola prima fase del porto veniva ipotizzata una spesa di circa 17 miliardi di lire, da reperire tramite finanziamenti regionali e con fondi provenienti, direttamente o indirettamente, dagli enti locali. Per quel che riguarda il rifornimento idrico - “problema che costituisce uno dei principali nodi del progresso economico e sociale” – il programma triennale metteva in evidenza che “l’incremento annuale dei consumi continua ad esser di circa il 10%: per completare l'acquedotto del Roja, che dovrebbe risolvere le grane idriche, non soltanto di Imperia ma di tutto il comprensorio dianese", veniva indicato “un ulteriore fabbisogno finanziario di 8 miliardi e 300 milioni di lire, oltre a cinque miliardi di lire per il completamento della rete interna di adduzione”. Cifre imponenti che, si leggeva nel documento, “dovranno far capo alla Regione”. Altri punti importanti erano: organizzazione del territorio, azioni programmatiche in campo economico, nel settore della sicurezza sociale e dei servizi pubblici.

Giorgio Bracco