Ultim'ora - 04 febbraio 2026, 10:42

Gabriella Greison racconta 'La lunghezza d’onda della felicità'

(Adnkronos) -

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a felicità non arriva quando tutto si ferma, ma quando smettiamo di opporci al nostro movimento naturale. Noi siamo elettroni, non soprammobili. E l'elettrone non sta mai fermo, immobile in un punto preciso, ma salta e cambia livello energetico. Passa da uno stato all’altro. E quando lo fa, succede una cosa straordinaria: emette luce. La luce nasce dal cambiamento, non dalla stasi. Un elettrone che resta fermo non produce nulla. Un elettrone che fa un salto produce un fotone. Produce energia visibile"

. Racconta così la sua idea di felicità Gabriella Greison, fisica e scrittrice, autrice del libro 'La lunghezza d’onda della felicità', sugli scaffali con Mondadori, parlando all'Adnkronos. Libro da cui Greison, tra le voci italiane più autorevoli nel racconto della scienza, trae anche uno spettacolo teatrale la cui anteprima si terrà questa sera al teatro Manzoni di Roma.

 

 

Secondo Greison, dunque la felicità è un continuo movimento: "E' avere il coraggio di saltare, accettare l’oscillazione e permettere alla luce di uscire quando arriva il momento giusto. La felicità non è un premio morale, ma un fenomeno di risonanza: accade quando smettiamo di imitare frequenze altrui e iniziamo a vibrare nella nostra".  

 

Questo significa che "

quando una persona cambia, quando attraversa una crisi, quando rallenta, quando sembra 'non definita', non sta fallendo ma sta facendo un salto energetico. E ogni salto, se avviene nel modo giusto, emette luce. Magari non subito, magari non per gli altri, ma la produce", assicura Greison. Il libro "parte da una tesi semplice e spietata: la felicità non è uno stato d’animo, è uno stato fisico. E racconta come la fisica quantistica abbia insegnato al Novecento una verità destabilizzante: nulla è fermo, nulla è definitivo, tutto oscilla. E se la materia vive di oscillazioni, allora anche le nostre vite funzionano così".

 



 

 

Il titolo del libro, ‘La lunghezza d’onda della felicità’ parte da un’intuizione di Louis de Broglie, tra i più giovani creatori della fisica quantistica, premio Nobel nel 1929: l’idea che ogni particella abbia un’onda associata.

 

 

 

 

 

Il premio Nobel per la fisica del 1929 e "gli altri creatori della fisica quantistica hanno cambiato il mondo mentre dubitavano di tutto, di equilibri instabili, di salti improvvisi, di attese che non sono vuoti ma preparazione.

Quando Louis de Broglie scopre che ogni particella possiede una lunghezza d’onda, manda in frantumi l’idea di un mondo rigido e prevedibile. La materia non è solo massa. È ritmo. Nel libro prendo quella intuizione e la porto fuori dal laboratorio: se tutto ciò che esiste ha una frequenza, allora anche noi ne abbiamo una. Emozioni, desideri, scelte, perfino le crisi non sono anomalie: sono variazioni di frequenza. Cambiamo, ci spostiamo, ci disallineiamo, ci riaccordiamo. È fisica, prima ancora che psicologia". 

 

"Racconto - prosegue l'autrice - come la scienza ci abbia fornito un vocabolario nuovo per parlare di fragilità, possibilità, scelta. Ma oggi questo messaggio è anche una difesa necessaria. Dobbiamo difendere l’idea di non definibilità e di non velocità, due dimensioni che stanno lentamente scomparendo dal racconto pubblico. Ci stanno abituando a identità rigide, a vite da descrivere in una riga, a biografie compresse, ottimizzate, acceleratissime. In televisione vediamo persone perfettamente definite, etichettate, incasellate, che recitano una parte come se fosse l’unica possibile. Tutti interpretano un ruolo, ospiti, e spesso giornalisti e opinionisti. Ci stanno allenando a un sapere istantaneo: libri che promettono di spiegare tutto in cinque minuti, contenuti scientifici compressi in pochi secondi, una divulgazione sempre più rapida, ansiogena, performativa. Ma la realtà è un’altra. Noi non siamo fatti così. E soprattutto siamo più lenti. I ragazzi hanno un bisogno enorme di essere confortati su questo punto: non sapere ancora chi si è non è un difetto, è una condizione naturale. Cambiare idea non è incoerenza, è evoluzione. Rallentare non è fallire, è ascoltare il proprio tempo interno. La fisica quantistica lo dice chiaramente: prima di ogni misura c’è uno spazio di possibilità. E quello spazio va protetto. Il messaggio del libro è netto: non bisogna essere materia rigida, ma materia oscillante. Non rigidi ma con una frequenza da accordare. Con sé stessi, con il tempo che si sta vivendo, con ciò che si è diventati".

 

 

 

Il lavoro di Gabriella Greison arriva anche in teatro, Roma.

Lo spettacolo al teatro Manzoni "è un’anteprima, pensata e costruita apposta in prossimità dell’uscita del libro. Il mio è 'teatro di narrazione e prosa scientifica". Il tour vero e proprio dello spettacolo, con la distribuzione di Mismaonda, inizierà dalla primavera. Da lì girerà l’Italia e approderà stabilmente nei teatri a partire dalla prossima stagione. "E quando dico che 'girerà', lo intendo in senso letterale: i miei spettacoli non smettono mai di girare e vanno anche all'estero. In questo momento ho in repertorio 14 spettacoli teatrali, ciascuno tratto da un mio libro".  

 

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