Attualità - 04 febbraio 2026, 17:59

La provincia di Imperia è diventata lo snodo principale del riciclaggio in Liguria

L'economia del Ponente Ligure è in "zona grigia"

L'economia del Ponente Ligure è in "zona grigia" dove il confine tra impresa legale e criminalità organizzata si fa sempre più labile.

L’ultimo report (2025) dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) di Banca d’Italia ha scattato una fotografia nitida e inquietante: la provincia di Imperia è diventata lo snodo principale del riciclaggio in Liguria. Suonano "campanelli d’allarme" concreti. Lo scorso anno sono state inviate 577 segnalazioni di operazioni sospette (Sos). Notai, banche e professionisti hanno alzato la cornetta per segnalare flussi di denaro anomali. 

Imperia detiene insomma la "maglia nera" regionale, superando per intensità (in rapporto alla popolazione) persino una metropoli come Genova. Imperia non è sola in questa deriva. Il report la inserisce in un circuito poco edificante di province del Nord Italia – tra cui Biella, Parma, Bolzano e Venezia – accomunate da una forte vocazione turistica o da un tessuto imprenditoriale dinamico che attira gli appetiti delle mafie. La presenza radicata della 'ndrangheta e le infiltrazioni della camorra non sono più ipotesi investigative, ma realtà accertate che inquinano la libera concorrenza. 

Una situazione che di fatto soffocherebbe gli imprenditori onesti che non possono competere con chi dispone di capitali illimitati. L'aumento del 5 per cento delle segnalazioni rispetto al 2024 è un dato con una doppia medaglia. Se da un lato conferma la pressione della criminalità sul territorio, dall'altro testimonia una maggiore reattività degli ordini professionali e delle istituzioni. Il sistema di controllo sta imparando a riconoscere le anomalie prima che il denaro sporco si cristallizzi in proprietà e aziende intoccabili.