Attualità - 03 febbraio 2026, 07:05

Monesi prima di Niscemi, il paese delle Alpi liguri resta ancora fantasma

A quasi dieci anni dalla frana, il borgo delle Alpi Liguri resta inagibile, mentre gli studenti ne raccontano storia e identità

Per gli imperiesi Monesi di Mendatica  non è solo un nome sulle cronache che hanno occupato le pagine dei giornali per 10 anni: è una ferita ancora aperta. Oggi rappresenta ciò che Niscemi sarebbe potuta diventare senza una via d’uscita: un paese fantasma, fermo nel tempo, soffocato dalla vegetazione e dall’assenza di decisioni. Una storia di speranze tradite, rimasta troppo a lungo ai margini del dibattito nazionale, nonostante le sue conseguenze siano ben note sul territorio.

Monesi nasce come malga estiva, frequentata dai pastori fin dal Cinquecento. Per secoli resta un luogo stagionale, poi negli anni Cinquanta cambia tutto: arrivano lo sci, la seggiovia, il turismo. I tecci in pietra vengono recuperati, diventano seconde case, simbolo di una montagna che prova a reinventarsi e a vivere tutto l’anno.

Quel sogno resiste per decenni, fino a un dettaglio che oggi suona come una beffa: l’ultima casa viene venduta per 50 mila euro appena due giorni prima della frana.

La notte tra il 24 e il 25 novembre 2016 segna uno spartiacque che gli imperiesi ricordano bene. Ottocento millimetri di pioggia in 24 ore, l’equivalente di metà di un anno. Il Tanarello esonda, la frana scende a valle e spazza via circa l’80 per cento dell’abitato.

Non ci sono vittime, ed è l’unica nota positiva di una tragedia enorme. Ma il conto arriva dopo: a quasi dieci anni di distanza Monesi è ancora inagibile, mai davvero recuperata, divorata dalla vegetazione e dal silenzio. Un paese costruito su una paleofrana abitata dal Cinquecento, come oggi confermano studi e perizie, ma lasciato senza una prospettiva concreta.

La storia tra passato e futuro di Monesi, località nel cuore dell'alta valle, diventerà protagonista del documentario “La frana”, nuovo progetto dell’Istituto Omnicomprensivo Pieve di Teco–Pontedassio. Gli studenti cominceranno il percorso approfondendo la cultura brigasca, nodo centrale dell’identità della località di Monesi, per raccontare il territorio e le sue fragilità attraverso uno sguardo nuovo.

Così Monesi resta l’altra Niscemi, quella che non ha trovato risposte, simbolo di una montagna fragile e dimenticata, dove il tempo si è fermato e la ricostruzione, di fatto, non è mai davvero iniziata.