Accadde Oggi - 30 gennaio 2026, 07:02

ACCADDE OGGI, 30 GENNAIO 1982. Rivoluzionaria proposta della Cisl: “Premi in denaro ad aziende e agricoltori ponentini per incrementare la produzione olivicola sul territorio”

L’obiettivo dichiarato è puntare ad elevare la produzione sino 40-60 quintali di olive per ettaro

Premi ad agricoltori e coltivatori diretti per incrementare la produzione olivicola nell’Imperiese. “Per difendere e potenziare l’olivicoltura nel Ponente occorre un maggiore senso pratico”. Questo lo slogan con cui la Cisl di Imperia si è fatta avanti con Provincia e Camera di commercio per sottrarre la coltivazione dell’ulivo a una crisi crescente e preoccupante.

L’obiettivo dichiarato è puntare ad elevare la  produzione sino 40-60 quintali di olive per ettaro. Il problema è fondamentale per l’economia rivierasca. In provincia che esistono in provincia di Imperia circa 5, 6 milioni di piante di ulivo, gran parte delle quali ormai abbandonate o quasi, per colpa anche dei crescenti costi di manutenzione e per lo spopolamento dei paesi dell’entroterra da parte della popolazione dall’altra. 

Tra le proposte “rivoluzionarie” avanzate dalla Cisl va citata anche la “costituzione di una società pubblica per l’olivicoltura della quale facciano parte Provincia, Camera di Commercio, Comunità montane, Consorzi di Comuni e istituti di credito”. Una società che dovrebbe amministrare un fondo di almeno 500 milioni di lire, con integrazioni annue pari alle spese sostenute. Segue una serie di incentivi per il ritorno dell'agricoltore imperiese all'olivicoltura: 35 milioni di lire da assegnare a cinque iniziative di accorpamento dei terreni da realizzarsi attraverso permute volontarie.

Tra le altre proposte, sindacato, la costituzione di un fondo con premi per 35 milioni di lire per sette nuovi impianti di uliveti razionali con densità non inferiore a 400 piante per ettaro, muniti di adeguato sistema di irrigazione. Questi nuovi impianti dovrebbero funzionare come campo sperimentale, in vista di più grandi e future iniziative. La proposta finanziariamente maggiore è quella di stanziare 100 milioni di lire da destinare ad aziende o gruppi di aziende che realizzino piccoli invasi da irrigazione con una capacità minima di 3.500 metri cubi. 

L'investimento - specifica la proposta - dovrebbe garantire in una terra arida come la Liguria una disponibilità irrigua fra i 50.000 e i 70.000 metri cubi. Con queste proposte non abbiamo la pretesa di risolvere tutto: esse vogliono rappresentare un momento di confronto e un punto di partenza per tentare di dare al vecchio e annoso problema dell’olivicoltura ponentina una nuova prospettiva”.

Giorgio Bracco