Non è solo un cambio di insegna, ma una vera e propria rivoluzione sociale quella che sta per interessare lo storico immobile di viale Matteotti a Porto Maurizio. L’ex Albergo Italia, restituito al suo splendore architettonico grazie a un investimento di 2,5 milioni di euro derivanti dai fondi PNRR, riapre domani, mercoledì 28 gennaio, con il nome di "Casa Ameglio".
La struttura, lasciata in eredità al Comune dal barone Ameglio per finalità sociali, si trasforma oggi in un modello d’avanguardia per l’abitare inclusivo e il sostegno alle fragilità. Il progetto, frutto di una sinergia tra l’amministrazione comunale, l’Asl1 e diverse realtà del Terzo settore (tra cui Anffas e Jobel), mette al centro la persona.
La filosofia di Casa Ameglio è chiara: non un istituto, ma una casa. Al primo piano, dodici giovani con disabilità inizieranno un percorso di vita autonoma in appartamenti che loro stessi hanno contribuito ad arredare. Al piano superiore, invece, sei bilocali accoglieranno anziani in situazioni di emergenza abitativa temporanea, legata spesso a necessità di cura o riabilitazione.
La vera innovazione risiede però nella tecnologia "silenziosa" che abita l'edificio. Grazie a una sperimentazione avanzata di teleassistenza e telemedicina, gli ospiti saranno monitorati da sensori intelligenti capaci di rilevare cadute o anomalie nei movimenti senza violare la privacy: il sistema non trasmette immagini, ma segnali criptati a un centro di controllo interno.
Questo hub non vigilerà solo sulla struttura, ma diventerà il fulcro di una rete di assistenza che si estenderà a cento utenti fragili su tutto il territorio provinciale. All’interno della nuova struttura non manca lo spazio per la socialità: il piano terra ospiterà donne vittime di violenza e persone senza fissa dimora, mentre gli esterni saranno animati da orti sociali e laboratori.