L'Amarcord - 24 gennaio 2026, 13:09

L’AMARCORD DEL SABATO. Primavera 1992: “Troppe multe, vigili poco tolleranti”

Esplode la protesta degli automobilisti imperiesi

Il Comune vuole solo fare cassa”, “i vigili pensano solo alle multe”. Quante volte, oggi, si sentono questi discorsi (luoghi comuni?) agli angoli delle strade o nei bar? E se vi dicessimo che la bellezza di 34 anni fa, era il 1992, gli automobilisti imperiesi pensavano la stessa, identica cosa?

A Imperia gli agenti sono troppo rigidi e poco tolleranti, applicano alla lettera il codice della strada”. Questo il leitmotiv della grande protesta di allora dei cittadini. Le multe? Anche 130-150 al giorno. Un record o quasi, almeno per i tempi. Anche se gli incassi, tenuto conto della lira e anche dell’inflazione, erano ben al di sotto di quelli attuali (dove, comunque, fanno la parte del leone i temibili e terribili autovelox…).

Oltre 40 mila multe all'anno, con una media appunto di 150 contravvenzioni al giorno, per un importo che, nel 1991, si avvicinava al miliardo e mezzo di lire: i conducenti imperiesi erano (lo sono ancora?) tra i più bastonati d’Italia. Vigili urbani, polizia stradale e carabinieri applicavano alla lettera le disposizioni del ministero dei Trasporti, sia chiaro, che voleva ed esige ancor oggi il  rispetto, a tutti i costi, delle norme in materia di disciplina automobilistica. Proteste e polemiche che, di fatto, aprirono un’altra stagione, quella del 1993, segnata dall’entrata in vigore del nuovo codice della strada, con regole ancora più rigide e sanzioni molto più severe. Nei casi più gravi, circostanza mai vissuta prima, era previsto anche il ritiro della patente. 

L’ultima protesta dell’epoca arrivava da Piani: gli abitanti della frazione Piani che si erano visti precludere la possibilità di parcheggiare la macchina nelle vicinanze di casa. Una sfilza di verbali, compilati dai carabinieri, in questo caso, che li aveva spinti a sottoscrivere una petizione in cui si chiedeva l’intervento del Comune per la realizzazione di nuovi parcheggi. Vennero presi di mira anche scooter e moto. Numerosi giovani furono puniti con severità per aver lasciato il ciclomotore in zone vietate. In alcuni casi intervenne il carro attrezzi. Il problema era della scarsità di aree per la sosta, nonostante l'introduzione di parchimetri e parcometri. 

Dal comando di polizia locale, tramite il responsabile, Piero Di Meo, la risposta non si era fatta attendere. “Non possiamo tollerare che la gente faccia ciò che meglio crede. Molti si sentono padroni della strada, parcheggiano in doppia fila o davanti alle aree commerciali. Poi, però, pretendono che il vigile sia tollerante e chiuda un occhio. Un discorso di comodo, che ha conseguenze disastrose per la corretta circolazione degli autoveicoli. Inoltre, non viene quasi più osservato il diritto di precedenza, che si deve dare ai veicoli provenienti da destra. In base alle statistiche, l’imprudenza è la principale causa degli incidenti che si verificano in città.

 Abbiamo intenzione di organizzare una campagna di sensibilizzazione nei confronti dell'opinione pubblica per cercare di educare il cittadino al rispetto delle leggi e della segnaletica. Sarà anche vero che mancano i parcheggi, ma questo vale solo per i quartieri del centro storico. Il Comune ha offerto soluzioni alternative, come il parcheggio di zona San Lazzaro, capace di ospitare centinaia di vetture. Un servizio di bus navetta favorisce poi i collegamenti con Oneglia e Porto Maurizio, consentendo di risparmiare tempo e denaro. Purtroppo, sono pochi quelli che finora hanno approfittato dei vantaggi garantiti da questa opportunità”.

Giorgio Bracco