Una città di pensionati, dove i decessi sono largamente superiori alle nascite. Un fenomeno che sta crescendo con il trascorrere del tempo. Secondo i dati forniti dall’Ufficio statistico del Comune i nati del 1979 sono stati 324, i morti 481. Un saldo demografico negativo di 157 unità.
Nell’ultimo biennio la popolazione del capoluogo è passata da 42.002 a 42.159 (l'incremento di 157 abitanti è stato minimo e si deve a una leggera prevalenza di immigrati sugli emigrati. In effetti, contro 2.103 nuovi arrivi si sono avute 1.670 partenze, differenza sufficiente a bilanciare il pesante divario tra nascite e decessi.
Ma come sono suddivisi i componenti dei 16.796 nuclei familiari? Prevalgono le donne sugli uomini: 21.943 contro 20.216. Il contrario di quanto avviene nelle nascite, in cui prevalgono i maschietti: nel 1979 sono stati 175, mentre le femmine sono state 149.
In netta diminuzione anche i matrimoni, che sono stati l’anno scorso 190. Cresce il numero di quelli celebrati soltanto civilmente, 50 rispetto ai 140 celebrati in chiesa. Praticamente, una coppia su quattro preferisce la sciarpa tricolore del sindaco o dell'assessore delegato alla stola del sacerdote.
Il mese preferito per le nozze è settembre, con 25 cerimonie, di cui 22 religiose. Seguono ottobre e aprile, con 21, dicembre con 19 e maggio con 18. Il mese meno ricco di matrimoni è novembre, in cui soltanto 6 coppie hanno unito i loro destini. Si può osservare che a febbraio i matrimoni civili (nove) sono stati addirittura prevalenti su quelli religiosi, soltanto sei.
“Tra alcuni anni - osservano gli esperti - scemerà notevolmente il numero degli studenti, più tardi, e di conseguenza quello delle forze del lavoro disponibili. Un fatto al quale bisogna prepararsi per tempo. Se l'andamento demografico continuerà a essere largamente passivo come adesso, sarà forse necessario trasformare alcuni degli edifici scolastici, costruiti recentemente, in case di riposo per anziani”.