I recenti fatti accaduti a Imperia, dove un capotreno è stato aggredito durante il servizio, hanno riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza ferroviaria nel Ponente. Un episodio che, secondo il Comitato Pendolari del Ponente Ligure, non può essere considerato isolato, soprattutto alla luce della vicinanza con un confine complesso come quello di Ventimiglia e delle persistenti criticità che interessano la tratta Ventimiglia–Genova–Milano..
In questo contesto il Comitato auspica che venga attivato quanto prima un presidio di FS Security a Savona, ritenuto fondamentale non solo per aumentare la sicurezza a bordo, sia per il personale che per i viaggiatori ma anche per scortare i convogli lungo la tratta di Ponente e contrastare l’elusione del pagamento del biglietto, fenomeno che incide negativamente sulla qualità del servizio .
A ribadire la posizione del Comitato è il portavoce Mauro Serra, che pone l’accento anche sull’organizzazione del servizio a bordo treno: “Dopo quanto accaduto a Imperia e non solo considerando le difficoltà di una linea che corre a ridosso del confine di Ventimiglia, riteniamo indispensabile rafforzare la sicurezza. Auspichiamo l’attivazione di un presidio FS Security, magari a Savona, che sarebbe preziosissimo per scortare i convogli lungo la tratta di Ponente e per contrastare l’elusione del pagamento del biglietto. Allo stesso tempo diciamo no all’estensione ai turni diurni della presenza del solo capotreno sugli Intercity, dopo l’esperimento già avviato su quelli notturni”.
Secondo il Comitato, l’ipotesi di estendere il modello del capotreno unico anche ai servizi diurni rappresenta un ulteriore elemento di criticità su una linea molto frequentata e caratterizzata da situazioni spesso complesse, sia dal punto di vista della sicurezza sia del controllo dei titoli di viaggio