Accadde Oggi - 21 gennaio 2026, 07:03

ACCADDE OGGI, 21 GENNAIO 1983. Protezione civile, Riviera all’anno zero

La Prefettura apre la sala operativa, ma mancano piani d’emergenza, uomini e mezzi. Eppure siamo zona “altamente sismica”...

Foto archivio Giorgio Lagormasini

Protezione civile: Imperia è ancora all’anno zero. Molti progetti, tante chiacchiere ma pochi, pochissimi fatti. La Prefettura ha creato una sala operativa per affrontare le emergenze e gli allarmi legati alle calamità naturali (terremoti, maremoti, alluvioni, frane)  ma la maggior parte dei Comuni è sprovvista di piani. Dopo il terribile sisma dell’Irpinia, due anni fa, si è discusso e si continua a discutere, negli ambienti e negli organismi deputati, di come fronteggiare eventuali, più o meno analoghi emergenze nell’Imperiese, riconosciuto territorio sismico.

Lo scopo è allestire un efficiente servizio di Protezione civile che, come in altro province italiane, possa operare con tempestività, soprattutto sulla base di una solida struttura organizzativa. Partendo da un presupposto: l’intero Ponente è stato di recente classificato dal Cnr zona “altamente sismica”. Sinora, però, a parte l’indiscussa preparazione ed efficienza del vigili del fuoco, poco o nulla si è fatto per mettere assieme servizi e mezzi per formare un vero corpo di Protezione civile. Le iniziative sono rimaste isolate. 

La maggior parte dei Comuni non ha ancora neppure presentato (e molti non l’hanno nemmeno preparato) il piano d’emergenza previsto dalla legge. Come a dire: se il terremoto o oltre calamità (ne sono previste diverse, dall'alluvione al disastro nucleare) dovessero colpire una delle nostre località, non ci sarebbero strutture in grado di fronteggiare lo situazione. Le uniche amministrazioni che si sono dotate di piano sono Montegrosso Pian Latte, Taggia, Ventimiglia, Bordighera, Imperia e poche altre. 

La Prefettura, nel giro di poco tempo, ha rastrellato fondi dal ministero e ha messo in piedi la sala operativa, un modello in miniatura di quella centrale a Roma. La sala è stata organizzata in modo tale da potere coordinare tutte le operazioni di soccorso. Sono state inoltre installate apposite linee telefoniche e, in previsione di una loro distruzione dovuta a una calamità, è stata fissata un’antenna per inviare direttamente messaggi ai corpi impegnati nelle operazione di soccorso e salvataggio sul terreno. Anche i radioamatori professionisti sono entrati a far parte della Protezione civile imperiese, grazie al grosso aiuto offerto in occasione dei terremoti in Irpinia e Friuli. Nella sala operativa dello Prefettura sono state istituite e riservate due speciali linee-radio per loro.

Sulla base delle esperienze passate – conferma il vice prefetto vicario, Gabriele Perreca si è pensato di dotare tutti i Comuni di un apparecchio radio in grado di captare i messaggi inviati dalla Prefettura oppure da altri centri operativi. Si è osservato che le linee telefoniche, soprattutto dopo una scossa sismica di una certa entità, sono le prime a "saltare''; il collegamenti via radio, a questo punto, è indispensabile per conoscere esattamente le dimensioni del disastro e fare partire immediatamente i soccorsi”. 

Qualche giorno fa è partita una circolare che invitava i Comuni a inserire nel bilancio di previsione la spesa per l’acquisto di una ricetrasmittente. Al momento attuale, in caso di calamità, la provincia di Imperia si affida quindi ai mezzi di soccorso di sempre per fare fronte a un eventuale disastro, con l’ausilio di quelli dei vigili del fuoco, carabinieri e polizia. Il volontariato praticamente non esiste. Non tutti i privati, sono disposti ad affidare le proprie attrezzature, come ruspe e gru alla Protezione  civile. Il risultato è che, quando ce n’è bisogno, mancano uomini e mezzi. Come dopo l’alluvione di due anni fa nell’Imperiese quando, a Chiusavecchia, ai soccorritori impegnati a rimuovere il fango che aveva invaso strade e case, mancavano addirittura badili e vanghe.

Giorgio Bracco