Non è solo una questione di numeri, ma di futuro. La provincia di Imperia sta attraversando una metamorfosi demografica profonda, dove il silenzio delle culle viene interrotto dal dinamismo dei nuovi residenti.
Se il saldo naturale è oggi un grido d’allarme — con i decessi che quasi triplicano le nascite — a tenere in equilibrio la bilancia sociale è il costante flusso migratorio. Secondo gli ultimi dati Istat rielaborati dall’Asl 1, la popolazione straniera ha raggiunto le 30.457 unità, portando Imperia a conquistare un primato regionale: qui l’incidenza degli stranieri sulla popolazione totale è la più alta della Liguria (14,55%).
Non si tratta però solo di una compensazione quantitativa, ma di una vera e propria iniezione di giovinezza. Mentre la popolazione locale invecchia, quasi il 74% dei nuovi imperiesi appartiene alla fascia d’età tra i 15 e i 64 anni.
È la forza lavoro che sostiene l’economia, dalle campagne del Ponente ai servizi in città. La geografia delle provenienze disegna un mosaico europeo (oltre il 50%, con la comunità rumena in testa), seguito da un robusto legame con l’Africa e presenze stabili da Asia e America. Questa “nuova linfa” non solo mitiga il declino demografico, ma ridisegna il profilo di una provincia che, tra le colline e il mare, sta imparando a parlare molte lingue per continuare a crescere.