Mostre - 16 gennaio 2026, 07:02

“Ligustro, gioia di vivere”: al Chiossone di Genova le stampe del maestro imperiese

Fino all’8 marzo il Museo d’Arte Orientale ospita le opere di Giovanni Berio, eccellenza della xilografia giapponese

Da Imperia a Genova, l’arte di Giovanni Berio, in arte Ligustro, torna essere un ponte tra Liguria e Giappone. Le opere del maestro della xilografia policroma giapponese, nel decennale della sua scomparsa, sono esposte al Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova fino all’8 marzo 2026 nella mostra "Ligustro, Gioia di Vivere". Domenica 25 gennaio alle 10.30 è in programma una visita guidata, con iscrizione obbligatoria e posti limitati.

Nato a Imperia nel 1924, Ligustro intraprese a partire dalla metà degli anni Ottanta un percorso artistico radicale, dedicandosi in modo esclusivo allo studio delle tecniche di incisione e stampa del Periodo Edo. Specializzato nella xilografia policroma Nishiki-e "stampe di broccato", padroneggiò con rigore e sensibilità i complessi procedimenti di intaglio delle matrici lignee e di stampa su carte giapponesi artigianali. La sua eccellenza tecnica fu tale che lo studioso Jack Hillier affermò come nessun altro artista occidentale avesse mai raggiunto un simile livello nell’incisione giapponese. L'artista si distinse anche per l'uso innovativo e la composizione dei colori, realizzati in modo che fossero il più possibile fedeli a quelli utilizzati in Giappone, ottenuti mescolando polveri, foglie d'oro e d'argento, polveri di perle di fiume e conchiglie di ostriche macinate (gofun). Nelle sue opere integra una ricca gamma di elaborate "tecniche di lusso" come il rilievo a secco (Karazuri), le sfumature (Bokashi) e l'applicazione di mica (Kirazuri).

In mostra, le opere di Ligustro dialogano con i capolavori della collezione Chiossone firmati da Hokusai, Hiroshige, Utamaro e Kaigetsudo Ando, artisti che furono per lui costante fonte di ispirazione. Accanto alle stampe e ai surimono donati dall’artista al Comune di Genova negli anni Novanta, trovano spazio preziosi prestiti concessi dagli eredi, a testimonianza di una produzione coerente ma mai imitativa. Pur nel rispetto dei canoni giapponesi, Ligustro sviluppò infatti uno stile personale, caratterizzato da cromie più tenui e da soggetti capaci di trasmettere poesia, natura e serenità.

Il legame con Genova e con il Museo Chiossone fu centrale nel suo percorso. Qui Ligustro approfondì lo studio dei grandi maestri del Periodo Edo e qui decise di donare opere di straordinario valore, tra cui l’album “Palloncini”, composto da venti xilopoetografie policrome, e il libro in tiratura unica “12 haiku di Matsuo Bashō”, entrambi esposti in mostra.

L’iniziativa gode di importanti patrocini, tra cui quelli della Fondazione Italia-Giappone, della Fondazione Mario Novaro,  del Circolo Parasio di Imperia e del Comune di Imperia, che conserva un vastissimo fondo documentario dell’artista presso la Biblioteca Civica Lagorio.