Una volta era un evento riservato agli appassionati. Attualmente la vela si è trasformata in un grande spettacolo per tutti, per chi ne capisce regole e modalità ma pure per quelli che a malapena sanno distinguere la prua dalla poppa. In effetti la vela si presta a offrire grandiosi eventi anche se i veri protagonisti di qualsiasi regata sono il vento, il mare e l’uomo.
Ma soprattutto non l’uomo nella sua versione più fisica ma lo skipper, nelle azioni dettate dalle sue elaborazioni mentali. Perché la vela è una disciplina sportiva soprattutto di “testa”, dove non è preponderante la parte fisica.
E una delle massime espressioni di questa arte marinaresca, che arte rimane, è proprio quell’evento in programma a Napoli il prossimo anno, la Coppa America. Lì non conta la forza delle braccia, non conta la resistenza dell’equipaggio, lì prevale l’intelligenza del team, del timoniere, la sua sensibilità al vento e alle variazioni del campo di regata.
Certo, i tempi del secolo scorso fanno ormai parte della storia quando le barche di legno erano mostri di oltre 40 metri che, con tutta l’attrezzatura, arrivavano ai 60; a bordo c’erano marinai veri che, senza l’ausilio di argani elettrici e strumentazioni elettroniche, a mani nude tiravano corde simili a tronchi d’albero. La forza era una parte importante oltre l’abilità di epici timonieri come Charlie Barr e il genio progettuale di Nathanael Herreshoff.
Eppure tra un anno il palcoscenico acqueo di Bagnoli offrirà uno spettacolo ammirato in tutto il mondo, anche da chi, causa fusi orari, sarà capace di notti insonni pur di vedere le sfide. E sarà pure l’anno zero per il più antico trofeo sportivo, nato nel 1851, che cambia e si trasforma in una struttura simile a quella della Formula 1, eliminando la condizione di superiorità del defender, cioè del vincitore dell’edizione precedente.
Quest’ultimo, infatti, non è più il “challenger of record”, ovvero chi decide luogo, date e barche per le sfide che rimangono sempre nella formula “match race”, cioè le regate con soli due scafi in acqua.
La Coppa America, quindi, cambia ma rimane sempre il più grande evento della vela di ieri, oggi e domani.