Accadde Oggi - 15 gennaio 2026, 07:02

ACCADDE OGGI, 15 GENNAIO 1983. Svolta nel turismo imperiese: via le categorie, negli hotel arrivano le “stellette”

Mercato in forte espansione ma gli alberghi sono da rimodernare

Turismo a gonfie vele nell’Imperiese? A vedere i numeri si direbbe di sì. In termini di reddito, e cioè di fatturato, il movimento produce ogni anno almeno 13 miliardi e mezzo di lire. Lo conferma l’ex assessore regionale, ora consigliere del Pci, Francesco Rum.

Se si considera che le denunce delle presenze sono sempre sotto al vero, potremmo arrivare anche a 16-17 miliardi annui”. A innescare il dibattito sulla situazione turistica del capoluogo è stata la constatazione che la qualità delle strutture ricettive risulterebbe piuttosto scadente. Secondo quanto emerso dall’indagine compiuta dall'amministrazione comunale per procedere alla nuova classificazione degli alberghi, con l'attribuzione delle stelle e non più, come avveniva in precedenza, con la suddivisione per categoria, negli ultimi 15 anni Imperia ha avuto un notevole incremento delle presenze, balzate da 264 mila a 431.000, questo solo negli alberghi. 

Inoltre, le camere con bagno sono passate da 297 a 404, e quindi un miglioramento qualitativo c’è stato. Il quadro, insomma, non e poi cosi fosco. “Ai 300 dipendenti fissi nel settore alberghiero ed extra-alberghiero, devono essere aggiunti quelli stagionali, e altri 180-190 tra ristoranti, esercizi pubblici, artigiani e trasportatori che vivono sul turismo – incalza Rum poi bisogna ancora considerare le guide turistiche, il personale delle Aziende di soggiorno e dell’Ept, gli addetti agli stabilimenti balneari e 140-50 persone impegnate con le imbarcazioni alla fonda nel bacino di Porto Maurizio: sono dunque circa 600 posti di lavoro, almeno pari all'’occupazione industriale del capoluogo, composta in buona parte da lavoratori in  cassa integrazione”.

La riqualificazione alberghiera e turistica sta comunque mettendo in luce alcune "magagne", ma la legge regionale per il credito agevolato alle aziende che vogliono ammodernarsi, promessa da un anno, non è ancora pronta. Anche l’imprenditore alberghiero deve fare la sua parte. Ma occorre che gli enti pubblici creino le condizioni adatte: sinora, non sono state fatte scelte serie per il turismo. Inteso soltanto come uso speculativo del territorio, per costruire seconde case. Quali soluzioni, dunque? “Decollo dell’area alberghiera prevista al Prino dal prg e partenza del piano del litorale con ordinata espansione e gestione delle spiagge -conclude Rum - infine, realizzazione del nuovo piano portuale, nel quale, allo sviluppo commerciale e peschereccio corrisponda anche quello turistico: se Porto Maurizio passasse dagli attuali 350 a 900 natanti da diporto, acquisterebbe una dimensione europea”.

Giorgio Bracco