Sport - 10 gennaio 2026, 16:26

Dakar Classic 2026: una maratona di resistenza per il dianese Carcheri e Pons

Oltre 15 ore di guida nella durissima tappa Hail–Riyad tra polvere, visibilità ridotta e grande forza mentale

Giornata estremamente lunga e impegnativa quella di ieri, venerdì 9 gennaio,  alla Dakar Classic 2026 per l’equipaggio formato dal dianese Luciano Carcheri e Fabrizia Pons, impegnato a bordo della Isuzu Vehicross V6 del 2000 sotto i colori della Squadra Corse Angelo Caffi, con il supporto della Regione Liguria.

La tappa odierna (Stage 6, Hail–Riyad) si è rivelata una vera e propria prova di resistenza, mettendo a dura prova equipaggi e mezzi. Carcheri e Pons hanno affrontato oltre 15 ore consecutive di guida, completando la speciale solo in tarda serata e raggiungendo la tappa di riposo al termine di una giornata durissima, sia dal punto di vista fisico che mentale.

Da tre giorni e mezzo l’equipaggio sta correndo in condizioni particolarmente complesse, soprattutto sul fronte della visibilità. Ben tre tappe e mezza sono state percorse con il parabrezza danneggiato, una situazione che ha richiesto massima concentrazione, grande prudenza e una costante capacità di adattamento. La giornata odierna ha ulteriormente complicato le cose, con forte presenza di polvere e numerosi tratti caratterizzati da visibilità fortemente ridotta, rendendo la navigazione ancora più impegnativa.

Nonostante tutte queste difficoltà, Carcheri e Pons sono riusciti a portare a termine anche questa lunghissima tappa, dimostrando determinazione, lucidità e un grande spirito di squadra. Una prestazione che incarna perfettamente l’essenza della Dakar Classic: una competizione che va ben oltre la semplice guida, fatta di resistenza, gestione dell’imprevisto e forza mentale.

Ora qualche ora di recupero prima di tornare subito al lavoro. La gara riprenderà con la prossima tappa Riyadh – Wadi Ad-Dawasir, una nuova e affascinante sfida nel cuore del deserto saudita, dove ancora una volta uomini e mezzi saranno chiamati a superare i propri limiti.