Prima era toccato a Giorgio Albertazzi, ora alla regista di fama mondiale Margarethe Von Trotta.
Il capoluogo rivierasco si conferma, in questo 2002, una sorta di piccola capitale dell’arte, della cultura e dello spettacolo internazionale. Merito del Dams, corso-percorso di studi universitari in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, legato al Polo Universitario di via Nizza Imperia e all’Università di Genova.
Il primo incontro fra studenti, docenti e la cineasta tedesca, Leone d'Oro a Venezia vent’anni fa per il suo coraggioso film Anni di piombo, si è svolto in una sala affollatissima. Seguirà un seminario aperto al pubblico. Von Trotta, classe 1942, si può considerare una figlia del ‘68. Ha sempre tenuto gli occhi aperti sul mondo che la circondava, e dopo un inizio come attrice e sceneggiatrice, è passata dietro alla macchina da presa, esordiendo a metà anni 70. Sebbene il suo capolavoro, appunto Anni di piombo, ricordi il ritorno del terrorismo in Italia, in realtà raccontava della Germania uscita dal nazismo.
Nel più recente Il lungo silenzio, 1993), con Carla Gravina, ha raccontato due tragici destini: quelli di un magistrato e di sua moglie, uccisi dalla mafia. A Imperia la regista è affiancata dalla professoressa Ester Carla De Miro, che ha scritto una monografia sulla Von Trotta, e da Eugenio Bonaccorsi e Marco Salotti, docenti del Dams.