L'Amarcord - 03 gennaio 2026, 13:25

L’AMARCORD DEL SABATO. Quando sui bus c’era il bigliettaio e...tutti pagavano. Nel luglio del 1984 Imperia dice stop

A bordo soltanto con il biglietto comprato nelle edicole e nelle tabaccherie

Il 20 luglio del 1984 è una data storica, nel suo piccolo, per gli imperiesi. Una piccola, grande  rivoluzione: l’Amat, società pubblica che ha in gestione il trasporto urbano sui bus, non venderà più i biglietti a bordo. 

I viaggiatori, prima di salire,  dovranno dunque acquistare il biglietto in uno dei ben 82 punti vendita dislocati nei punti strategici cittadini, tanto in centro quanto in periferia. Stop, dunque, al tradizionale bigliettaio in divisa, sistemato dietro il banchetto permanente allestito subito appena si saliva.

L’innovazione verrà introdotta gradualmente, dapprima sulle linee frazionali e poi su quelle urbane: a poco a poco le macchinette distributrici all’interno dei pullman verranno smantellate e gli utenti potranno salire soltanto se già 9 a in possesso di tagliando.

Per istruire gli utenti, l’Amat inizierà a distribuire ai viaggiatori, sin dai prossimi giorni, un libretto contenente l'elenco degli 82 punti di vendita concordati. Va osservato che soltanto 12, però, rimarranno aperti la domenica, per cui viaggiare nei giorni festivi potrebbe anche diventare problematico per chi non abbia pensato precedentemente a munirsi del ticket. I punti di vendita (in gran parte edicole, tabaccherie e negozi di commestibili ai quali l'Amat riconoscerà una percentuale sull’incasso), saranno contrassegnati con una vetrofania all’ingresso.

Dieci a Oneglia centro, tre a Borgo Peri, 6 nella zona di via XXV Aprile, 8 a Castelvecchio, 3 in zona Argini, 7 in borgo San Moro, 2 nella zona ex Ferriere. A Porto Maurizio centro saranno 15, 3 a Borgo Marina, 6 in zona Caramagna, 6 in zona Prino e uno in ognuna delle undici frazioni: Oliveto, Costa d'Oneglia, Borgo d'Oneglia, Sant’Agata, Artallo, Cantalupo, Moltedo, Montegrazie, Poggi, Piani e Torrazza.

Giorgio Bracco