L'Amarcord - 27 dicembre 2025, 17:20

L’AMARCORD DEL SABATO. Quando nei bar giocavamo a flipper, ascoltavamo i dischi al jukebox e stavamo in coda ad aspettare il nostro turno al calcio balilla

I bar, e a Imperia erano tanti, che avevano entrambi i divertimenti, lavoravano e incassavano a pieno ritmo

Negli anni 70, a Imperia e non solo, flipper, jukebox e calcio balilla erano gli incontrastati “re” dei bar. Il flipper, soprattutto, gioco tipicamente maschile al contrario del jukebox, più frequentato dalla ragazzine, raggiunse il suo apice come icona di socialità e sfida proprio a metà e sul finire degli anni ‘70, prima che l’arrivo delle sale giochi elettroniche cambiasse le carte in tavola. 

Il jukebox era nato negli Stati Uniti e divenne poi ovunque nel mondo un fenomeno di massa. Sbarcò in Italia intorno agli anni ‘50 e si trasformò nel vero “motore” di bar e locali pubblici dell’epoca. Con 50, 100 o 200 lire (a seconda degli anni) si potevano scegliere i dischi preferiti, creano nello stesso tempo il clima ideale per ballare e socializzare. Il flipper, dal canto suo, sebbene esistesse da prima rispetto al jukebox, ebbe la sua esplosione in Italia soltanto negli anni ‘70, dando vita a un’irripetibile epoca di sfide e divertimento dal sapore squisitamente analogico.

I bar, e a Imperia erano tanti, che avevano entrambi i divertimenti, lavoravano e incassavano a pieno ritmo. Un’epoca d’oro, quella. Quando si entrava nei bar, si veniva investiti da una sana e ruspante atmosfera di gioia e coinvolgimento: le luci colorate del flipper e le note dei grandi successi selezionati dal jukebox facevano compagnia a chiunque, giovane e meno giovane, solitario o in gruppo, aveva deciso di trascorrere un’ora o più dentro il locale.

Andavamo alla cassa del bar – ricorda un ex ragazzo imperiese degli anni 70 – e con 100 o 200 lire, se non ricordo male, ti davano un gettone da inserire all'interno di questo enorme scatolone, tutto di metallo, pieno di 45 giri e una potente cassa acustica: in questo modo si ascoltavano le hit del momento, brani e musica da ballare, cantare, insieme o da soli, oda dedicare alla ragazza che ti piaceva. Che batticuore…”.

Alla metà degli anni ‘80, come anticipato, l’era dei flipper (ancora prima per quanto riguarda i jukebox) tramonta inesorabilmente. Le prime aperture delle sale giochi e dei videogiochi, anche a Imperia, decretarono la fine dei giochi “analogici” con cui sono diventate grandi diverse generazioni, oggi sessantenni, settantenni e oltre. E il calcio balilla? Anche questo sparito dai bar. Da anni. Per antonomasia era il passatempo preferito sulle spiagge imperiesi: non c’era stabilimento che non avesse almeno uno, se non addirittura due o tre. E per noi, bimbi negli anni ‘70, giocare era sempre difficile: davanti avevi sempre i più grandi, che non la smettevano mai di sfidarsi. E tu, lì ad aspettare, anche ore, con la moneta che ti aveva dato mamma e papà, stretta nel pugnetto, in coda. In silenzio.

Giorgio Bracco