Un eroe dei mari, un eroe di guerra. Un dianese che sacrificò la sua vita per la Patria. Il capitano di Vascello Umberto Novaro, comandante dell'incrociatore leggero della Regia Marina Bartolomeo Colleoni, venne gravemente ferito nello scontro navale di Capo Spada, nelle acque di Candia, il 19 luglio 1940. Morì due giorni dopo. Fu Medaglia d'Oro al Valor Militare con la seguente motivazione: "Comandante di incrociatore leggero, dedicava tutte le sue energie spirituali e materiali alla preparazione della nave per il supremo cimento, guidandone ogni attività verso un sacro ideale di dovere e sacrificio. Impegnato in lungo e strenuo combattimento contro forze superiori, portava animosamente al fuoco la sua unità, infondendo nei dipendenti, con la parola e con l’esempio, le sue alte doti di coraggio e di sprezzo del pericolo, e continuava con implacabile volontà l’impari lotta anche quando la sua nave, immobilizzata dalle avarie e colpita a morte, era circondata dagli avversari che concentravano su di essa l’offesa con ogni arma, a distanza ravvicinata. Ferito gravemente durante l’azione, incurante di se, dava disposizione per il salvataggio della gente, mentre l’unità affondava a bandiera spiegata. Minorato dalle ferite riportate, deciso ad inabissarsi con la nave, veniva dai suoi ufficiali munito a viva forza di un salvagente e sospinto in mare. Raccolto da unità nemica, soccombeva alle ferite dopo due giorni di sofferenze sopportate stoicamente, chiudendo in terra straniera la sua nobile esistenza tutta dedicata alla Patria. Acque di Candia, 19 luglio 1940".
A lui sono dedicate a Diano Marina sia una delle vie centrali sia una scuola. Non solo. Anche Roma ha deciso di intitolargli una via.
Nato a Diano Marina il 26 ottobre 1891 e conseguito il diploma presso l'Istituto Nautico di Imperia, venne chiamato alle armi per l’obbligo di leva e frequentò il corso ufficiali di complemento presso l'Accademia Navale di Livorno, conseguendo la nomina di Aspirante nel luglio 1913 e la promozione a Guardiamarina il 6 marzo 1914.
Partecipò al primo conflitto mondiale con un lungo imbarco sulla torpediniera Airone e sul cacciatorpediniere Bronzetti, espletando l'incarico di direttore del tiro del piccolo e medio calibro. Su queste unità conseguì la promozione a sottotenente di Vascello nel febbraio 1916 e a tenente di Vascello nell'ottobre 1917. Nel dicembre dello stesso anno passò al Comando Difesa Traffico a Genova.
Al termine del conflitto ebbe il comando di un dragamine e, promosso capitano di Corvetta nel gennaio 1926, nel 1931 conseguì la promozione a capitano di Fregata. Ebbe importanti destinazioni di comando a bordo e a terra, tra cui comandante del cacciatorpediniere Sella, comandante in seconda dell'incrociatore Giovanni dalle Bande Nere.
Dopo aver frequentato un corso all'Istituto di Guerra Marittima ebbe il comando dei cacciatorpediniere Da Noli a Da Verrazzano e, allo sbarco da quest'ultima unità, assunse la direzione delle Armi Subacquee a La Spezia. Promosso capitano di Vascello nel 1938, ebbe poi il comando dell'incrociatore Bartolomeo Colleoni che condusse allo scontro navale di Capo Spada (acque di Candia) il 19 luglio 1940. Nell'impari scontro il Colleoni venne ripetutamente colpito dal fuoco dell'incrociatore Sidney, che lo immobilizzò, rendendolo inerme bersaglio dei siluri lanciati dai cacciatorpediniere Hyperion ed Ilex, che lo affondarono. “Il valoroso comandante Novaro, raccolto ferito gravemente dalla nave ospedale inglese Maine, decedeva a bordo il giorno 21 successivo. Sepolto con gli onori militari nel cimitero di Alessandria d'Egitto, riposa ora nel Cimitero Militare di El-Alamein”, riporta il sito della Marina Militare italiana.