Di fronte all’allerta arancione diramata per il maltempo, il sindaco di Imperia Claudio Scajola ha disposto la chiusura dello stadio Nino Ciccione. Una misura definita da molti “saggia”, ma giudicata "tardiva e mal gestita" dalla Cairese, che ha reagito con estrema durezza alla comunicazione arrivata dopo mezzogiorno, quando la squadra si trovava già a Diano Marina in ritiro.
Secondo il direttore generale dei gialloblù, Franz Laoretti, il provvedimento — unico adottato al termine della riunione del Coc delle 12 — sarebbe stato annunciato con un ritardo ingiustificabile: “Siamo stati avvisati della chiusura del Ciccione solo dopo le 12, quando eravamo già seduti al ristorante. L’allerta arancione era di pubblico dominio fin da ieri, sarebbe bastato decidere con anticipo. Invece si è preferito far viaggiare una squadra intera, con calciatori e staff, mettendoli su un pullman e quindi a rischio, oltre a far sostenere costi evitabili”. Laoretti sottolinea come, con una gestione più oculata, la trasferta non sarebbe nemmeno partita: “Si poteva tranquillamente programmare tutto con maggior buon senso, considerando che dovevamo muoverci da Cairo e non dalla provincia di Imperia. È mancata elasticità nella valutazione della situazione”.
Pur criticando con fermezza la decisione tardiva del Comune di Imperia, la Cairese ci tiene a sottolineare che nessuna responsabilità ricade sulla società dell’Imperia, giudicata “corretta e collaborativa”.
Il club gialloblù annuncia infine che nei prossimi giorni verrà concordata una nuova data per il recupero della partita.