Si calava di notte dalla grondaia sino alla terrazza di un alloggio dove abita un'avvenente, giovane moglie di un anziano professionista imperiese. Obiettivo? Mutandine e reggiseni della donna. Non contento del colpo "erotico", si dilettava nello scrivere e poi inviare al povero consorte lettere anonime di cattivo gusto e decisamente ingiuriose.
Non è una scena di un film in voga in quegli anni, sullo stile di Pierino, ma la realtà. Una realtà scoperta portata alla luce dai poliziotti della volante. Protagonista un minorenne di 17 anni, denunciato per ingiurie e furto aggravato e continuato. Il ragazzino, l'altra notte, è stato sorpreso in flagrante da una pattuglia proprio mentre si stava calando dalla grondaia, dal terzo piano, alloggio in cui vive coi genitori, sino alla terrazza del primo piano dello stesso palazzo, lì dove abita la coppia presa di mira, in centro città.
A tradire il giovane, che ha lasciato anzitempo gli studi, sono stati diversi errori. Il più importante è stato il fatto che le lettere indirizzate al marito non giungevano tramite posta ma, prive di timbro postale, venivano recapitate direttamente nella buca degli sposi: lei giovane, bella, bionda e molto elegante; lui piuttosto piccolo e decisamente più anziano. Questa disparità di età indispettiva evidentemente l'ardente giovanotto che, per due mesi, sistematicamente si è sfogato rubando gli indumenti intimi della donna e tempestando di lettere offensive il malcapitato marito.
Con scuse di diverso tipo, gli agenti hanno controllato cartelle e astucci del minorenne. Nella sua camera, guarda caso, mancavano quelli del colore usato nelle missive ingiuriose. La pista imboccata dagli investigatori era quella giusta: completati gli accertamenti, anche la calligrafia lasciava pochi dubbi sull'autore dei fatti. Alla fine, inevitabile, è arrivata anche la sua confessione.