Teatro e cinema - 02 novembre 2025, 07:03

Teatro dell'Asporto, Megiovanni: "Chi viene a vederci deve portarsi via un pezzo dello spettacolo"

La realtà nata nel 2016, trionfa al FITALIA 2025 con il 'Calapranzi', classico dell’assurdo di Harold Pinter

Il Teatro dell'Asporto ha vinto il Premio FITALIA 2025 con lo spettacolo Il Calapranzi di Harold Pinter. La compagnia di Cipressa ha conquistato la giuria nella categoria del teatro dell’assurdo durante la 37° edizione del concorso che si è svolto al teatro Rossini di Roma lo scorso 26 ottobre. "Questo premio ha un grande valore e ci rende molto orgogliosi -commenta Fabio Megiovanni, fondatore, insieme a Roberto Mazzola, della compagnia-, è il riconoscimento per il lavoro che svolgiamo, mosso da passione e ideali". 

La compagnia nasce nel 2016, dall'idea di sei amici attori che si sono formati allo Spazio Vuoto di Imperia: "Oltre a recitare, curiamo l'intero spettacolo, dalla regia alla scenografia e le luci -spiega Megiovanni -. Rappresentiamo il teatro contemporaneo e dell’assurdo, un genere complesso da comprendere e portare in scena. È un teatro delle sensazioni, che cerca di scuotere il pubblico facendolo soffermare sul senso di vuoto che caratterizza il nostro tempo". Per  l'Asporto il teatro non è solo intrattenimento, ma anche un potente mezzo di comunicazione che può trasmettere messaggi, idee ed emozioni: "L'idea è che chi assiste ai nostri spettacoli può portarsi via un pezzo dello spettacolo stesso. Chi viene a teatro assorbe l’energia della rappresentazione che deve suscitare una riflessione o un dubbio".

Così è avvenuto con Calapranzi: "È uno spettacolo impegnativo, un classico del teatro dell’assurdo, e promuoverlo è un modo per arricchire il panorama teatrale della nostra provincia". Pinter, premio Nobel per la letteratura, scrive questo atto unico del 1960. Ambientato in un seminterrato spoglio ha come protagonisti due sicari professionisti, che attendono istruzioni da un misterioso capo: "Eseguono ordini che, in realtà, non hanno alcuna rilevanza - spiega Megiovanni-, una metafora della società che ci impone regole, mode e tendenze che ci catturano e ci obbligano a compiere azioni che, se riflettiamo, sono assurde".

Sabato 15 novembre la compagnia apre la rassegna autunnale del Teatro dell'Albero con lo spettacolo John & Joe di Ágota Kristof, mentre sabato 7 febbraio al Teatro Concordia di Diano Castello, nell’ambito della rassegna FITA Autunno/Inverno, è in programma il debutto di Corti sul Filo