Grazie alla collaborazione con l'Acquario di Genova, il Dipartimento di Biologia - UNIPI e la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli è stata avviata un'attività di “tagging” sulle tartarughe marine, ampliando così le specie di megafauna marina monitorate e arricchendo le opportunità di ricerca.
“In questo contesto, a inizio ottobre, Thalassa – esemplare di tartaruga Caretta caretta – soccorsa a Imperia, dopo le cure del personale dell’Acquario, è stata rilasciata in mare, dotata di un tag satellitare – spiega Paola Tepsich di Fondazione Cima - La pratica del biologging fornisce informazioni preziose per lo studio degli animali, e non solo: i tag possono fornire la posizione e una vasta gamma di parametri dell’individuo taggato, come ad esempio la velocità di spostamento o l'accelerazione, ma anche dati e informazioni sull'ambiente che lo circonda e in cui si muove, come la temperatura o la pressione, la profondità o l'intensità di luce”.
Gli animali taggati diventano così delle vere e proprie sonde viventi, che permettono di osservare il mare e i suoi abitanti con uno sguardo nuovo – più vicino, più preciso, più profondo. Il tag fornisce informazioni sullo spostamento orizzontale, sul comportamento in immersione e sulla temperatura, dati che l’Università di Pisa analizzerà e che Fondazione CIMA utilizza per migliorare i modelli di posizionamento degli animali. CIMA ha messo anche a disposizione le antenne UHF (Ultra High Frequency) per supportare nella raccolta dati nel caso in cui l’animale si trovi nel range di trasmissione delle antenne.