Attualità - 30 ottobre 2025, 17:38

La tartaruga Thalassa soccorsa a Imperia “spiata” in mare dai biologi del Cima

Un piccolo strumento sul dorso della Caretta caretta per una nuova conoscenza del mare

Grazie alla collaborazione con l'Acquario di Genova, il Dipartimento di Biologia - UNIPI e la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli è stata avviata un'attività di “tagging” sulle tartarughe marine, ampliando così le specie di megafauna marina monitorate e arricchendo le opportunità di ricerca.

 “In questo contesto, a inizio ottobre, Thalassa – esemplare di tartaruga Caretta caretta – soccorsa a Imperia, dopo le cure del personale dell’Acquario, è stata rilasciata in mare, dotata di un tag satellitare – spiega Paola Tepsich di Fondazione Cima - La pratica del biologging fornisce informazioni preziose per lo studio degli animali, e non solo: i tag possono fornire la posizione e una vasta gamma di parametri dell’individuo taggato, come ad esempio la velocità di spostamento o l'accelerazione, ma anche dati e informazioni sull'ambiente che lo circonda e in cui si muove, come la temperatura o la pressione, la profondità o l'intensità di luce”.  

Gli animali taggati diventano così delle vere e proprie sonde viventi, che permettono di osservare il mare e i suoi abitanti con uno sguardo nuovo – più vicino, più preciso, più profondo. Il tag fornisce informazioni sullo spostamento orizzontale, sul comportamento in immersione e sulla temperatura, dati che l’Università di Pisa analizzerà e che Fondazione CIMA utilizza per migliorare i modelli di posizionamento degli animali. CIMA ha messo anche a disposizione le antenne UHF (Ultra High Frequency) per supportare nella raccolta dati nel caso in cui l’animale si trovi nel range di trasmissione delle antenne.