L'autovelox installato sotto il ponte della ferrovia in corrispondenza dell'Argine Sinistro, specificamente in via Goffredo Alterisio è da tempo nell'occhio del ciclone per essere ritenuto dagli automobilisti un vero e proprio "cecchino" piuttosto che un deterrente per la sicurezza.
Il nodo della controversia è il limite di velocità di 50 chilometri orari, giudicato irrealistico e pericoloso per il contesto stradale in questione. La strada è infatti caratterizzata da un elevato traffico di veicoli pesanti, i cosiddetti "bestioni" (i tir), che raggiungono la vicina zona industriale e commerciale di Barcheto.
"Procedere ad un’andatura inferiore ai 50 chilometri orari? È quasi impossibile - lamentano gli automobilisti - Chi rallenta per rispettare rigorosamente il limite, infatti, rischia concretamente di essere tamponato dal flusso di veicoli, specialmente da chi sopraggiunge al semaforo o dietro i mezzi pesanti. La percezione è che l'autovelox non solo non migliori la sicurezza, ma la comprometta, costringendo a manovre potenzialmente pericolose”.
Secondo i cittadini, più che un dispositivo di sicurezza, l'apparecchio rappresenta un sistema per "gonfiare le casse del Comune". Le immagini scattate sono continue e le sanzioni colpiscono chi "solo si azzarda ad innestare una marcia in più per evitare di essere tamponato". “Il dispositivo, in questa prospettiva – si lamentano gli automobilisti multati - non funziona come deterrente per gli eccessi di velocità, ma come una "trappola" per l'automobilista medio che non riesce a mantenere una velocità ritenuta innaturale per il tratto”.
La protesta degli automobilisti è chiara: "Quell’autovelox andrebbe spento o almeno tarato ad una velocità di 60 km/h. Troppo facile così fare multe e incassare". La richiesta alle autorità comunali è dunque quella di riconsiderare il limite imposto, allineandolo a una soglia più ragionevole che tenga conto della fluidità del traffico e delle reali condizioni di sicurezza della via Alterisio.