Dalla terribile strage del 1976, in cui sul greto del torrente Impero un'ottantina di cani abbandonati, ospiti di un canile abusivo, vennero schiacciati dalle ruspe inviate dal Comune per "questioni di sanità e igiene pubblica", gli animali randagi raccolti in città sono affidati a un rifugio privato lungo la strada di Sant'Agata, gestito dalla Lega del cane e da privati.
Ora, finalmente, l'odissea delle povere quattro zampe pare destinata a terminare. Dell'annosissimo problema, nei giorni scorsi, si è occupato Rodolfo Fucile, presidente della Lega nazionale per la difesa del cane. In una lettera inviata a Comune e Usl Imperiese, Fucile ha messo in evidenza "la gravità della situazione e le responsabilità che ne derivano per il settore pubblico".
"Sin dal 1976, dopo la strage, ci era stata data assicurazione dalla passata amministrazione che sarebbe stato costruito un rifugio per cani randagi. Purtroppo, dopo dieci anni, nulla è stato fatto e il Comune ci invia regolarmente i cani catturati senza con questo assumersi le responsabilità che gli sono conferite dalla legge - scrive Fucile - per quel che riguarda l'Usl, competente per la parte sanitaria e profilattica, lamentiamo inoltre la mancata attuazione della legge che prescrive tatuaggi e sterilizzazioni per i cani e di quella che regola il servizio di cattura. Speriamo di poter avere presto le assicurazioni necessarie per non temere per la vita dei cani e per la costruzione del nuovo rifugio. Vi preghiamo di tenere conto che in questi anni siamo stati costretti a prenderci una responsabilità e un onere sociale che non erano di nostra competenza, ciò a causa del vuoto amministrativo in questo settore".
Il primo a rispondere al drammatico appello del presidente Fucile è stato il sindaco, Giovanni Gramondo. "Da tempo il Comune ha stanziato venti milioni di lire a favore della Lega del cane per la realizzazione di un nuovo rifugio in un terreno di proprietà della Lega stessa e collocato in una zona isolata della valle Impero - spiega Gramondo - c'è stato qualche ritardo nell'approvazione della delibera da parte del Comitato di controllo, ma lo scoglio è stato superato e prossimamente, penso entro i primi giorni di novembre, il Comune potrà stipulare con la Lega una convenzione per il funzionamento del canile, anche per quanto riguarda la parte pubblica".
Secondo il sindaco, pertanto, la Lega può cominciare sin da ora i lavori di recinzione in attesa di avviare quelli per la costruzione dei manufatti, si spera entro la fine dell'anno. "Ci stiamo muovendo perché l'attuale canile rappresenta un pericolo anche per le persone", fa sapere il presidente dell'Usl, Ivo De Michelis. "Il servizio di accalappiacani - conclude - potrà essere attuato soltanto dopo l'entrata in funzione della nuova struttura della Lega, con la quale dovrà essere stipulata una convenzione: finora non era possibile intervenire perché, una volta presi i cani randagi, non si sapeva dove metterli".