A un anno di distanza dalla tragedia del torrente Prino - durante la terribile alluvione che devastò Imperia e le zone limitrofe morì Romolo Zamboni, infermiere all'ospedale di Costarainera - dal ministero dei Lavori Pubblici arriva una beffa disarmante: di fatto, ogni responsabilità viene addossata al povero Zamboni, scomparso nel vortice della corrente (il suo cadavere non è mai stato recuperato).
"L'auto da lui guidata - si legge nel documento-risposta del ministro all'interpellanza che, all'epoca, avevano presentato due parlamentari liguri Franco Dulbecco di Imperia e Aldo Pastore di Savona, entrambi del Pci - nonostante il servizio di guardia disposto dall'impresa esecutrice, nonostante la presenza delle Forze dell'ordine, nonostante la presenza di un apposito semaforo, nonostante la circolazione interrotta, riusciva a raggiungere il passaggio provvisorio, e lì si fermava per la presenza di circa 30 centimetri d'acqua. Lo Zamboni, dopo essere disceso dalla vettura, raggiungeva la rampa ma, poco dopo, nonostante le molte persone presenti lo invitassero a recedere, si avventurava di nuovo a piedi sul passaggio sommerso, ove sembra abbia perso l'equilibrio e sia caduto nel torrente". Insomma, per il ministero, per il Governo, la responsabilità della tragedia sarebbe stata unicamente della vittima. L'interpellanza del Pci, in realtà, chiedeva di sapere "come mai l'opera fosse stata realizzata in modo cosi approssimativo".
Costruito dall'Anas come provvisoria variante alla statale Aurelia, interrotta nel 1981 al transito in regione Garbella a causa di un ponte pericolante, il bypass divenne tristemente famoso perché in esso, durante una piena improvvisa, trovò appunto la morte il povero Zamboni.